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Santa Maria la Longa. Alla “Viarte” mostra interattiva sulla vita degli adulti

Si chiama “Un villaggio per Pietro”, la mostra interattiva che giovedì 30 aprile sarà inaugurata a “La Viarte” di Santa Maria la Longa. Un progetto che affonda le radici in una precedente rassegna – “Storie di Pietro”, realizzata nel 2023 in occasione dei 40 anni dell’opera salesiana (accoglie ragazzi in situazione di disagio, offre progetti di formazione personalizzati, sostegno allo studio e opportunità di inserimento lavorativo), in cui era rappresentata la vita degli adolescenti –, con filo conduttore incentrato sulla vita adulta.

«“Cosa vuol dire essere adulti nel 2026” è la domanda da cui è nata l’iniziativa – illustra Lucia Zaccaron, volontaria che, insieme ad altri amici de “La Viarte”, è stata conivolta dal direttore don Stefano Pegorin nella progettazione e nell’allestimento della mostra –; un primo passo che rispetto alla rassegna precedente ci ha fatto spostare l’attenzione su quello che per gli adolescenti può essere oggi un problema: non avere figure di riferimento adulte che abbiano tempo ed energie da dedicare loro, a cui si è aggiunta la riflessione sulle varie dimensioni della vita dell’adulto, chiedendoci cosa può nutrire la loro vita, anche dal punto di vista spirituale».

Partendo dall’idea che per educare e accompagnare Pietro – figura che racchiude idealmente tutti i ragazzini d’oggi – sia necessario un villaggio – «inteso come realtà educativa», sottolinea Zaccaron – è stata “costruita” la rassegna interattiva che, grazie all’allestimento di una serie di stanze – e al coinvolgimento di numerose persone che hanno accettato di offrire un contributo sulla propria esperienza di vita –, è suddivisa in temi che accompagnano la riflessione e la visita.

«Una prima sezione – spiega Zaccaron – affronta le domande “cosa significa essere adulti” e “come lo si diventa”; quindi, un ampio spazio è dedicato alle varie dimensioni della vita, dal lavoro alla famiglia, in questo caso sia quella di origine che quella creata in seguito, mentre una terza area aiuta a interrogarsi su come una persona adulta possa diventare generativa di valori per essere sostegno e punto di riferimento per i nostri “Pietro”».

Il percorso della mostra – consigliata ad adulti e giovani adulti, resta aperta fino al 17 maggio – è di circa 45/60 minuti (per gruppi di circa 7 persone); le visite, ad accesso libero, sono guidate da volontari (una ventina coloro che si sono messi a disposizione del progetto) e negli orari di apertura si svolgono a ciclo continuo.

«Chiunque da questa mostra, che aiuta a chiedersi come si possa costruire qualcosa di bello per gli altri, potrà trovare un significato personale, ripercorrendo il proprio passato o riflettendo sulla vita attuale», aggiunge Zaccaron.

In parallelo alla mostra è stato realizzato un libro con la raccolta delle testimonianze delle persone coinvolte nel progetto.

Il programma delle visite
L’inaugurazione è prevista giovedì 30 aprile, alle 20, momento preceduto alle 18.45 dalla Santa Messa dedicata a San Giuseppe e, alle 19.30, da un momento conviviale. Il 3, 9, 10, 19 e 17 maggio le visite guidate saranno dalle 15 alle 18. Venerdì 15, alle 19, sarà celebrata la Santa Messa per la solennità di Maria Ausiliatrice, alle 20 il buffet e dalle 20.30 il via alle visite libere. Infine, domenica 17, dalle 10 alle 12, sono in programma ulteriori visite guidate in occasione della “Festa delle rose” di Santa Maria la Longa. Nel periodo di allestimento della mostra è possibile concordare visite anche fuori orario (da prenotare via mail: stefano.pegorin@ laviarteonlus.it). Per ulteriori informazioni: 0432 995050 o 342 1093431.

A tutti i visitatori sarà donato un gadget realizzato dai ragazzi de “La Viarte”.

Monika Pascolo

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