Questa settimana prendiamo a prestito una “bella notizia”, esempio di dedizione, impegno e legame con la comunità da parte di quattro compaesane, apparsa nel numero di marzo di “Camminando insieme”, il bellissimo bollettino interparrocchiale di Bagnaria Arsa, Privano e Sevegliano.
Ecco il testo integrale dell’articolo.
Desideriamo ricordare e ringraziare quattro donne della nostra comunità che, unite da una profonda amicizia, hanno dedicato tempo, energie e cuore alla vita della parrocchia.
La loro amicizia è cresciuta nel silenzio di una prova comune, la perdita dei rispettivi mariti e, proprio da quella prova condivisa, è nato un cammino di fede e di servizio silenzioso, ma prezioso.
Da quel dolore, queste quattro donne hanno saputo trasformare la sofferenza in vicinanza, la solitudine in presenza, la fede in servizio concreto. Unite da un legame profondo, hanno trovato nella parrocchia non solo un luogo, ma una casa da custodire e amare.
Con dedizione si occupavano regolarmente della pulizia della chiesa, curandola con attenzione e rispetto, perché fosse sempre un luogo degno di accogliere la preghiera.
A questo si aggiungeva la bellezza dei fiori appena colti, cresciuti con cura nei loro giardini e offerti come un dono umile ma carico di significato e testimonianza: ogni gesto parlava di attenzione, rispetto e profonda devozione.
Grazie al loro instancabile impegno sono stati restaurati e recuperati preziosi oggetti liturgici: i candelieri, i calici, lo stendardo di San Giorgio. Non si trattava solo di preservare beni materiali, ma di custodire la memoria, la bellezza e la dignità della vita liturgica della parrocchia.
Dorita e Giovannina, venute a mancare da pochi mesi, hanno lasciato un vuoto profondo, ma anche un’eredità che continua a parlare.
A tutte e quattro va il nostro più sincero ringraziamento per ciò che hanno fatto e per ciò che sono state: una testimonianza silenziosa ma potente di amicizia, fede e amore per la propria parrocchia. Il loro ricordo rimane vivo e il cammino continua, nella preghiera e nella gratitudine di chi resta.
A cura di Grazia Tosoratti














