«Non possiamo raccontarvi l’immane tragedia che ha colpito un’intera comunità, tanto meno il dramma personale ed intimo di ogni singola persona. Con “Mi visi…” vorremmo solo abbozzare un ricordo. Per non dimenticare». Così la compagnia Sot la Nape di Varmo presenta lo spettacolo con cui ha voluto ricordare i 50 anni dal terremoto del Friuli. Affidato alla regia di Claudio Moretti, anche attore in scena assieme ad Andrea Braida, Daniela Faurlini, Max Salvador e Sandra Zanini, lo spettacolo ha debuttato l’11 gennaio scorso a Zoppola, in un teatro stracolmo, ed ora inizierà una tournée in 22 teatri di altrettanti paesi del Friuli, cominciando, domenica 15 marzo, alle ore 18, dalla sala della Comunità di San Marco di Mereto di Tomba. Successivamente le repliche saranno: 28 marzo a Cordovado; 9 aprile a San Daniele del Friuli; 10 aprile, Talmassons; 12 aprile, San Giovanni al Natisone; 17 aprile, Lestizza; 18 aprile, Comeglians; 26 aprile, Muzzana del Turgnano; 3 maggio, Cormons; 6 maggio, Giassico; 8 maggio, Rivignano; 9 maggio, Buttrio; 16 maggio, Remanzacco; 23 maggio, Blessano di Basiliano; 31 maggio, San Martino al Tagliamento; 26 giugno, Romans d’Isonzo; 9 luglio, Roveredo di Varmo; 5 agosto, Lestans; 16 Agosto, Tramonti di Mezzo; 7 novembre Fauglis; 21 novembre, Bagnarola.
«A Zoppola – racconta Claudio Moretti – abbiamo avuto un’accoglienza calorosa ed emozionante che non ci aspettavamo cui è seguita la richiesta di tantissime repliche». Segno di come lo spettacolo sia riuscito a toccare un sentimento e un ricordo che, a 50 anni di distanza dal terremoto, è forte e vivo tra i friulani.
«Nell’ideare questo lavoro – prosegue Moretti – ho ripensato al periodo delle radio libere e di come esse furono uno strumento duttile ed efficace nell’emergenza. Attingendo alla rete abbiamo trovato documenti vocali e video dei giorni del terremoto, che verranno riproposti come audio sulla scena, senza la presenza di attori».
Ci sarà anche il suono del terremoto, quello finito casualmente sul nastro di un giovane di Gemona che, nel momento della scossa, stava registrando dal vinile su cassetta una canzone dei Pink Floyd. Nella seconda parte gli attori della compagnia interpreteranno le testimonianze da loro stessi raccolte tra coloro che vissero il terremoto cinquant’anni fa. Tra le più significative c’è quella di una bambina che ricorda che il proprio zio le raccontava spesso del terremoto, ogni volta con il fazzoletto in mano. Alla sua domanda sul perché volesse raccontare un ricordo che lo faceva soffrire, lo zio le rispodeva: “Par no dismenteâ”».
S.D.













