Molte, moltissime fiaccole accese. Fiammelle di speranza, vicinanza e preghiera, un serpentone di luce nel buio di molti dolori, sofferenze, sguardi all’insù. Si è rinnovata venerdì 13 marzo la Via Crucis tra i padiglioni dell’ospedale di Udine, un appuntamento ormai irrinunciabile della Quaresima cittadina. Tra le centinaia di fedeli accorsi al “Santa Maria della Misericordia”, anche moltissimi giovani delle Parrocchie del Vicariato urbano, alternatisi a portare la croce in una simbolica staffetta di condivisione delle sofferenze di chi – e non erano pochi – sbirciava quel fiume di fiaccole dalle finestre delle camere delle degenze.
Confusi tra i giovani anche l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba – che ha presieduto la celebrazione – e il vicario urbano mons. Luciano Nobile.

Fin dalla prima stazione di questa Via Crucis – ha detto mons. Lamba nell’omelia al termine della celebrazione – vediamo Gesù che avanza, cammina, procede avanti a tutti. Pietro, i soldati e i discepoli, invece, sono fermi. È Gesù a invitarci a metterci sempre in cammino». Rivolgendosi ai giovani, l’Arcivescovo ha quindi fatto riferimento al cammino appena terminato, quello – appunto – della Via Crucis tra i padiglioni. «Il senso della vita è osare, ricominciare sempre: per la forza che ci viene dall’amore di Dio, anche quando viviamo le nostre debolezze, siamo invitati a metterci sempre in cammino dietro a lui. Anche dopo la croce, come vita da risorti».
A coordinare la Via Crucis, la Pastorale giovanile del Vicariato urbano di Udine. Don Manuel Minciotti è da poco incaricato di seguire le proposte giovanili per la città di Udine. «Molte delle persone ospitate in ospedale – ha affermato – stanno sperimentando la stessa sofferenza di Gesù e per noi essere qui è un momento di vicinanza e segno di speranza».















