In evidenza

Uccise un carabiniere dopo un rave. Sua madre e la moglie della vittima, unite dal dolore, insegnano il perdono

Due donne unite loro malgrado da un atroce dolore, due donne la cui vita è stata ribaltata in una notte, due mamme che avrebbero potuto coltivare disperazione, odio e rancore e hanno scelto invece la via del perdono. Claudia Francardi, vedova dell’appuntato Antonio Santarelli, e Irene Sisi, madre del giovane che lo uccise, aggredendolo in un impeto di violenza di ritorno da un rave party, sono invece diventate oggi amiche, «sorelle», si definiscono. E hanno costituito un’associazione, “Amicainoabele” per raccontare la loro storia di riconciliazione, soprattutto ai giovani e nelle carceri, e «fare capire che «in questo mondo in cui si cercano spesso un nemico e una vendetta, la via della riconciliazione è capace di aprire una porta alle seconde possibilità».
Lo hanno fatto anche nell’ultimo incontro dei Mercoledì dell’Angelo – le serate dedicate ai giovani promosse dal Vicariato urbano di Udine e dalla Consulta di Pastorale giovanile – in videocollegamento, mercoledì 18 marzo, nel chiostro della Basilica delle Grazie a Udine, commuovendo molti dei giovani presenti, per la maggior parte coetanei di Matteo all’epoca dei fatti. Aveva infatti poco più di 18 anni e mezzo quando, in quella notte di Pasquetta del 2011, sotto l’effetto di alcol e droghe, si rese colpevole di omicidio. Nel podcast, un estratto della luminosa testimonianza di Claudia e Irene.

Un approfondimento sul tema si può leggere sulla Vita Cattolica del 25 marzo 2026

Articoli correlati