Sanità

Dal dentista pubblico anche fino a 16 anni. E si alzano i limiti Isee

La regione amplia la platea delle famiglie che potranno accedere all’odontoiatria pubblica, alzando dai 14 ai 16 anni l’età di copertura per i ragazzi e aumentando le soglie di reddito Isee: da 15.000 a 20.000 per la vulnerabilità sociale e da 25.000 a 35.000 per quella sanitaria. È quanto prevede la delibera in tema di odontoiatria pubblica (478/2026) approvata dalla Giunta regionale, un provvedimento – hanno spiegato il presidente Massimiliano Fedriga, l’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, e il coordinatore regionale del progetto, Roberto Di Lenarda, già rettore dell’Università di Trieste – che dedica particolare attenzione a minori, famiglie con redditi bassi e persone con vulnerabilità sanitaria e che si pone come ulteriore tassello di un percorso avviato già nel 2016, per potenziare l’offerta di prestazioni. «Il nostro impegno – ha affermato Massimiliano Fedriga – è di continuare ad ampliare l’offerta dei servizi pubblici in ambiti tradizionalmente privati, al fine di garantire un diritto alla salute universale e accessibile a tutte le fasce sociali».

Il servizio pubblico copre l’8% dell’offerta odontoiatrica

«Di fronte a un fenomeno sempre più vasto e preoccupante di cittadini che rinunciano alle cure (si calcola una percentuale del 30% ndr.) – ha affermato Riccardo Riccardi – abbiamo migliorato gli strumenti per ampliare la platea di persone che possono accedere a queste prestazioni, andando incontro alle esigenze di chi, per condizione clinica o sociale, non ha le possibilità per accedere all’odontoiatria privata».
Già attualmente il Friuli-Venezia Giulia copre con il servizio pubblico l’8% dell’offerta odontoiatrica complessiva, il doppio rispetto alla media italiana che si ferma al 4%. Nel 2025, le prestazioni sono state 167.389 e gli accessi ai Pronto soccorso odontoiatrici 10.100. Il nuovo provvedimento prevede un ampliamento ulteriore.
Già dal 2016, in Friuli-V.G. avevano diritto all’odontoiatria pubblica i ragazzi in età evolutiva fino a 14 anni, le persone con vulnerabilità sociale, ovvero con Isee fino a 15 mila euro, e le persone con vulnerabilità sanitaria (ovvero patologie complesse). «Tutti costoro – spiega Roberto Di Lenarda – dal 2016 hanno diritto non solo di essere presi in carico dal sistema sanitario, ma anche di pagare le prestazioni odontoiatriche fino a un massimo di 36 euro per ogni ricetta, che garantisce fino a 8 prestazioni». Per quanto riguarda i bambini, in particolare, fino a 6 anni c’è la gratuità completa.

Le nuove norme

Con la nuova delibera, l’età evolutiva è stata portata a 16 anni e il reddito per la vulnerabilità sociale da 15 mila a 20 mila euro. Per quanto riguarda la vulnerabilità sanitaria, se le patologie più gravi già ora sono coperte, vi è un sottoinsieme di esse che finora prevedeva una soglia Isee di 25 mila euro per potervi accedere, soglia che la delibera ha portato a 35 mila. È stata inoltre alzata la soglia Isee per l’accesso alle protesi totali, ovvero le dentiere, e all’ortodonzia, ovvero gli apparecchi per i bambini e ragazzi, passata da 20 mila a 25 mila euro, riducendo anche il livello di contribuzione richiesto ai pazienti. In particolare, chi rientra nello scaglione da 6 a 10 mila euro ha dentiera e apparecchio gratis.
Va ricordato, tuttavia, spiega Di Lenarda, che anche chi non rientra nelle categorie esentate può accedere all’odontoiatria pubblica, «ma deve pagare ciascuna prestazione in base al tariffario nazionale, che è comunque meno caro rispetto alla libera prestazione, basti pensare che una visita costa 29 euro, un’otturazione 25».

L’articolo completo sul numero de La Vita Cattolica di mercoledì 22 aprile

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