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Problema telefonia nelle Valli, faccia a faccia tra sindaci e gestori

C’è voluto molto impegno, ma alla fine la Comunità di montagna del Natisone e Torre è riuscita per la prima volta a mettere tutti insieme attorno a un tavolo sindaci, Regione e rappresentanti di alto livello dei gestori telefonici per affrontare il grave problema delle carenze delle reti fisse, mobili e banda larga internet. Per i gestori telefonici erano presenti Fastweb, Tim, WindTre, Zefironet (che gestisce le infrastrutture di Iliad e Wind tre) e Fibercop (il maggior gestore nazionale di reti in fibra e rame). Ecco un bilancio da parte di alcuni sindaci presenti.

“Lo ritengo  un passo molto positivo – evidenzia Tatiana Bragalini, sindaca di Savogna -. Ora abbiamo anche dei riferimenti diretti di ciascun operatore telefonico per proseguire l’interlocuzione sui problemi specifici di ciascun Comune, cosa che farò a breve. Auspico che possa venirne fuori qualcosa di positivo”. A Savogna, “basterebbe una antenna in più, in una posizione che abbiamo già individuato negli anni scorsi vicino a Tercimonte – aggiunge Bragalini -. Siamo pronti ad occuparci degli espropri, ma serve una conferma tecnica e l’impegno ad intervenire dei gestori telefonici”.

“Desidero innanzitutto sottolineare l’impegno della Comunità di montagna per aver ottenuto questo incontro senza precedenti e ringrazio il presidente Comugnaro per il suo impegno – afferma Maurizio Malduca, sindaco di Attimis -. Non sono però ancora emerse proposte significative per superare le gravi criticità presenti per le linee telefoniche fisse, mobili e connessioni internet. Ci attendiamo al più presto una programmazione organica e integrata di interventi che riguardi sia le classiche stazioni radio base telefoniche che i collegamenti wi-fi per raggiungere le borgate più periferiche”.

“Ottima l’iniziativa per tentare di smuovere le cose. Sono due anni che parliamo al massimo livello con l’assessore regionale Callari e con il Prefetto – evidenzia il sindaco di Lusevera, Mauro Pinosa -.., ma risultati pochi”. I nodo è economico: “Qualcuno deve pagare per avere il servizio della connettività ma non sicuramente i piccoli Comuni di montagna che hanno mille difficoltà a chiudere il bilancio! Deve intervenire Roma. Le compagnie che mangiano la “polpa” nelle città e nei grossi centri devono essere messe nelle condizioni di non poter rifiutare di mangiare “l’osso” di quella montagna dove “non nevica firmato!”.

“Ho ricordato la situazione molto complicata di Pulfero – evidenzia il sindaco Camillo Melissa -. Per internet il progetto Open Fiber ha raggiunto solo il 15% del territorio non essendo stati realizzati i previsti collegamenti wi-fi. Per la linea fissa ad ogni precipitazione atmosferica intensa si verificano cadute dei cavi. Ogni interruzione dura settimane per essere risolta. Per le linee mobili abbiamo nel territorio una sola antenna collocata in una posizione sfavorevole. Abbiamo individuato un’area più idonea di proprietà comunale vicina agli allacciamenti elettrici, che i test dimostrano essere in grado di coprire in modo molto più efficace il territorio comunale. La risposta da parte dei gestori telefonici? Zero, nonostante la disponibilità della Regione a realizzare il traliccio a sue spese. Spero che questo incontro determini un cambiamento”.

“Ottima davvero questa iniziativa della Comunità di montagna – è il commento del sindaco di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto -. Non posso dirmi pienamente soddisfatto perché non si è parlato ancora di soluzioni, ma spero che la disponibilità dei gestori a partecipare a questo incontro sia il segno di un loro impegno a trovarle nel breve periodo. Purtroppo non era presente Open Fiber a cui avrei voluto chiedere perché ha chiuso i cantieri per la banda larga senza realizzare i servizi wi-fi inseriti nel cronoprogramma dei lavori, finanziati dallo Stato, che almeno avrebbero garantito una connessione internet, anche se non ottimale (appena 30-40 megabit al secondo). Come si fa in queste condizioni a parlare di sviluppo economico?”

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