Ormai ci siamo. Domenica 3 maggio tutto il Friuli guarderà a Gemona per celebrare il 50° anniversario del dramma dell’Orcolat, che nel 1976 uccise quasi mille persone. Ma anche per ringraziare dell’aiuto ricevuto da ogni angolo d’Italia, in quella che l’allora arcivescovo Alfredo Battsiti definì «un’invasione di solidarietà». Cinquemila le persone attese per la celebrazione eucaristica in una caserma “Goi-Pantanali” allestita a puntino da centinaia di operai, pronta a ospitare anche chi deciderà di giungervi all’ultimo momento. «Siamo qui dalla settimana dopo Pasqua» ci ha riferito uno degli operai nel pomeriggio del 2 maggio, mentre terminava il complesso allestimento del palco.

Gli elementi del presbiterio sul palco, omaggio alla fede friulana
Il palco – che sarà utilizzato anche per il concerto di Andrea Bocelli del 7 maggio prossimo – è allestito come una chiesa a cielo aperto: altare e ambone sono stati appositamente creati dagli artigiani di Sutrio: sull’uno campeggia la croce di Aquileia, mentre sul secondo il “buon pastore” musivo, sempre aquileiese.

Il grande – e splendido – crocifisso ligneo e la sede provengono dalla chiesa di Ospedaletto, devastata dal sisma di 50 anni fa.
Presente sul palco anche un’effigie della Madonna di Castelmonte, a cui il popolo friulano accorre ogni 8 settembre a partire proprio dal 1976.
Le ostie della celebrazione, invece, sono state realizzate dalle persone detenute nel carcere milanese di Opera.
Il coro e l’orchestra, diretti da Alessio Venier, prenderanno posto negli stalli appositamente allestiti sulla sinistra dell’altare; i sacerdoti concelebranti, invece, si disporranno a destra.

Anche il centro si prepara alla commemorazione
Tutto pronto anche al centro Glemonensis e al Santuario di Sant’Antonio, entrambi in centro a Gemona, luoghi che ospiteranno rispettivamente la Festa diocesana dei ministranti e l’incontro dei giovani con il cardinale Zuppi. Tutta Gemona è addobbata con bandiere tricolori, anche in attesa della visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni, attesi per il 6 maggio.

Delegazioni da tutta Italia
Molte delle 32 delegazioni delle Diocesi che mezzo secolo fa si gemellarono con il Friuli terremotato sono già arrivate e hanno iniziato le visite con le comunità cui erano legate, “complice” anche il convegno che la Caritas diocesana ha proposto – sempre nell’ambito delle iniziative per il 50° anniversario del terremoto – nella mattinata di sabato 2 maggio. Domenica 3 maggio, prima della celebrazione, moltissimi gemellaggi si rinnoveranno nelle rispettive Parrocchie friulane, ulteriore segno di un Friuli che non dimentica. Tutti loro convergeranno nel pomeriggio alla “Goi-Pantanali”. Una grande memoria condivisa, e un abbraccio che si rinnova.
G.L.














