Salari bassi in Friuli-V.G.: tra il 2019 e il 2024 in termini reali hanno perso il 5,8% del loro valore, tenendo conto dell’inflazione, che nello stesso periodo è stata pari al +16,7%. Eppure in regione la carenza di manodopera è forte e tenderà a crescere. Si prevede, infatti, che nei prossimi 25 anni il numero di residenti nella fascia 15-64 anni potrebbe diminuire di quasi 120 mila unità. Di conseguenza «aumenteranno gli ambiti produttivi in cui le imprese faticano a reperire lavoratori». È il paradosso del lavoro che emerge dalla ricerca realizzata dall’Ires su commissione della Cgil, dove si evidenzia che «le difficoltà delle imprese in molti settori a trovare le persone da assumere non sono state accompagnate da incrementi altrettanto significativi delle retribuzioni».
Quale la soluzione? Secondo il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, per alzare i salari è necessario aumentare la qualificazione del personale e, nello stesso tempo, lo sviluppo tecnologico delle imprese.
Presidente, come si risolve il problema dei bassi salari dei dipendenti del settore privato?
«È vero che dobbiamo puntare sulla contrattazione nazionale, così come sulla riduzione del cuneo fiscale, visto che in Italia abbiamo un costo del lavoro troppo elevato, tra i più alti a livello globale. Questo, però, non basta: bisogna ragionare molto sulle competenze dei lavoratori. Oggi il personale qualificato, che lavora sulle tecnologie di ultima generazione, ha aumenti che non hanno nulla a che fare con i salari base, perché si tratta di figure ricercate sul mercato che facciamo fatica a trovare. Il primo problema che le nostre aziende associate ci indicano è proprio la mancanza di manodopera qualificata Ciò avviene perché negli ultimi vent’anni le tecnologie hanno fatto passi da gigante e tutti hanno fatto fatica a stare al passo».
Un problema di formazione, lei dice. Però come si spiega il fenomeno della “fuga dei cervelli”, i giovani formati dalle università che se ne vanno all’estero perché trovano migliori condizioni di lavoro?
«Infatti, non basta che cresca il mondo della formazione, deve crescere anche quello dell’impresa…».
L’intervista completa a Luigino Pozzo sul numero de La Vita Cattolica di mercoledì 10 giugno.














