AmbienteBassa Friulana

Lo stato di salute dell’Adriatico monitorato con i droni

L’Università di Udine sarà oggi (15 giugno 2026) tra i protagonisti della tappa regionale di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata alla tutela del mare e delle coste italiane. L’appuntamento si tiene al Porto Mandracchio di Grado. I ricercatori proporranno una serie di laboratori didattici; dimostrazioni con i droni marini sviluppati dall’ateneo per il monitoraggio ambientale e la conservazione della biodiversità marina e, alle 18, un incontro sul futuro dell’Adriatico. L’iniziativa offre l’opportunità di osservare da vicino l’impiego di imbarcazioni autonome di superficie e subacquee per raccogliere dati ambientali in modo efficiente e sostenibile, con il supporto della barca laboratorio dell’Università di Udine, “UniUd Sailing Lab”.

Le attività

I laboratori a bordo di Goletta sono rivolti a giovani tra i 6 e i 14 anni. I partecipanti possono scoprire il funzionamento dei robot di superficie e subacquei, vederli in azione e comprendere il loro ruolo nella ricerca e nella protezione dell’ambiente marino. Le dimostrazioni con i droni mostreranno come queste tecnologie possano contribuire alla conoscenza e alla tutela degli ecosistemi costieri dell’Adriatico. In particolare, supportando il monitoraggio delle praterie sommerse di fanerogame marine, della qualità delle acque e di altri indicatori fondamentali per la salute del mare. Alle 18, al Museo nazionale di archeologia subacquea dell’alto Adriatico, Francesco Boscutti, docente di botanica Ateneo friulano, farà il punto sul tema: “Il destino del mare in Alto Adriatico: un ecosistema e un’economia a rischio”.

Drone marino di superficie

L’Ateneo e l’Adriatico

La partecipazione dell’Università di Udine a Goletta Verde si inserisce in un più ampio programma di iniziative dedicate al tema “Il destino del mare in alto Adriatico: un ecosistema ed un’economia a rischio”. Amministratori, ricercatori, associazioni ambientaliste e rappresentanti del settore della pesca si confrontano sulle principali sfide che interessano il nostro mare: cambiamenti climatici, aumento della temperatura delle acque, innalzamento del livello del mare, diffusione di specie aliene e necessità di strategie di adattamento.

Il progetto Brigantine

L’iniziativa rientra nel programma di Brigantine, il progetto Italia-Croazia guidato dall’Ateneo friulano che promuove lo sviluppo e l’impiego di tecnologie autonome innovative per il monitoraggio ambientale marino e costiero. «L’appuntamento di Grado – spiega la coordinatrice del progetto, Sabina Susmel – è un’importante occasione per avvicinare cittadini, studenti e operatori del territorio alle attività di ricerca e innovazione che l’Università di Udine conduce a livello nazionale e internazionale per la salvaguardia dell’ecosistema adriatico. Le tecnologie autonome rappresentano un importante passo avanti verso sistemi di monitoraggio più efficaci, sostenibili e accessibili per la gestione degli ecosistemi marini e costieri. Inoltre, la collaborazione transfrontaliera tra Italia e Croazia consente di condividere competenze, dati e strumenti per affrontare le sfide comuni legate ai cambiamenti climatici e alla conservazione della biodiversità dell’Adriatico».

 

Articoli correlati