Prosegue, a distanza, la polemica tra il vicepresidente della Regione, Mario Anzil, e il Comune di Udine, scatenata dai tagli ai fondi destinati al Teatro Giovanni da Udine, 250 mila euro secondo quanto aveva denunciato l’assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone, 79 mila, secondo Anzil, che nei giorni scorsi, aveva rilanciato, ampliando le accuse. «Valuteremo in sede di assestamento di Bilancio – aveva detto Anzil – sulla base della disponibilità se reintegrare di questi 79 mila euro il trasferimento al Giovanni da Udine, ma quello che tengo a evidenziare è che il problema non sono questi 79 mila euro, ma le decine di milioni di euro che il Comune ha già ricevuto dalla Regione e che non sta spendendo. Questo determina la svalutazione di questi importi con notevole danno ai cittadini. È di questo che gli amministratori del Comune di Udine dovrebbero occuparsi». Il riferimento di Anzil era ai fondi regionali dati a Udine per la ricostruzione del Palasport Carnera e per la riqualificazione di Borgo Stazione.
In una nota, diffusa martedì 23 maggio, il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, risponde partendo dalla scelta di tagliare i fondi al Giovanni da Udine, definita «politicamente inopportuna». «Il Teatro è una grande istituzione della città, così come lo sono l’Università e l’Ospedale – prosegue De Toni –. Ridurne le risorse significa indebolire una parte importante della vita culturale e civile di Udine. Farlo in una fase in cui le finanziarie regionali dispongono di risorse sempre più consistenti rende questa decisione difficilmente comprensibile». Sul Carnera, il sindaco ricorda che «i 20 milioni destinati all’ampliamento del palasport non sono fermi per responsabilità del Comune, ma perché ad oggi non è stato presentato alcun progetto dai privati. Quanto alle parole da lui usate in questi giorni, definire il Comune di Udine “un ente inutile” è un’affermazione che lasciamo al giudizio di chi legge. Definire la Giunta comunale composta da “incapaci” abbassa invece il confronto politico al piano dell’offesa personale», sottolinea ancora De Toni che conclude: «Sono un uomo delle istituzioni e continuo a credere che il dialogo istituzionale debba venire prima dei colori politici. Non ci faremo trascinare nell’abisso della delegittimazione dell’avversario politico. Continueremo a chiedere risposte nel merito, con rispetto istituzionale e nell’interesse della città».
L’auspicio è che la polemica politica possa esaurirsi al più presto e che le istituzioni trovino modo di collaborare per il bene della città.














