Chiesa

Istituti teologici interdiocesani, iscrizioni già aperte. «Percorso che può riservare belle sorprese»

Giugno, tempo di iscrizioni all’Università. Qualsiasi sia l’ateneo: adesioni aperte, dunque, anche agli Istituti teologici interdiocesani. La novità di quest’anno, infatti, è che non serve attendere il mese di settembre: fin da ora ci si può iscrivere ai corsi di laurea di baccalaureato in Scienze Religiose e in Teologia, promossi rispettivamente dall’Istituto superiore di Scienze religiose “Santi Ermagora e Fortunato” (ISSR) e dallo Studio teologico interdiocesano “San Cromazio d’Aquileia” (STI), entrambi con sede nel Seminario arcivescovile di viale Ungheria 22 a Udine. Le iscrizioni si raccolgono fino al 9 luglio, riaprendo poi, dopo la pausa estiva, nel consueto periodo tra il 3 e il 14 settembre prossimi.

Due percorsi di studio

La domanda che nasce spontanea riguarda la differenza tra i due percorsi. Se da un lato il percorso di studi in Teologia (a cura dello STI) si sviluppa in un ciclo unico di 5 anni per un maggior approfondimento delle discipline teologiche (ed è frequentato, pertanto, dai seminaristi di Castellerio), dall’altro l’ISSR propone la classica formula 3+2: triennio di baccalaureato in Scienze Religiose e un biennio di Licenza per «unire due esigenze, quella biblico-teologica e quella psicopedagogico-didattica». A ricordarlo è il direttore dell’ISSR, don Federico Grosso. «Le scienze religiose si occupano, infatti, del dialogo tra le discipline teologiche e le discipline di scienze umane». Ma i due percorsi viaggiano in sintonia, tant’è vero che nell’anno accademico appena concluso alcune persone, non seminaristi, ci sono iscritte primo anno del quinquennio in Teologia.

La studentessa: «Leggo il Vangelo e le questioni etiche in modo diverso»

«Sicuramente negli istituti teologici si creano relazioni strette e scambi molto belli: la facoltà piccola permette un clima familiare». A parlare è Angelica Del Giudice, 28enne di Campoformido, studentessa all’Istituto Superiore di Scienze Religiose con sede a Udine e già docente di religione al Bearzi di Udine. «Il fatto di essere in pochi aiuta molto il dibattito durante le lezioni», afferma. A proposito di lezioni, gli studi teologici hanno aperto in Angelica finestre di conoscenza e di consapevolezza non banali né scontate. «Sicuramente ho scoperto alcune ragioni dietro ad alcune posizioni della Chiesa. Per esempio, lo studio della bioetica non è solo dire “la Chiesa dice no all’aborto”, ma c’è una spiegazione profonda; sicuramente lo studio della morale aiuta nelle questioni etiche». La bioetica e gli studi morali sono una parte delle discipline approfondite nei corsi di teologia e scienze religiose. «Nella triennale – prosegue Del Giudice – lo studio dell’esegesi mi ha aiutato tanto a capire alcuni passaggi del Vangelo e a conoscere meglio la figura di Cristo. Addirittura – confessa la studentessa – ho iniziato ad apprezzare di più il Vangelo stesso: andando a fondo ad alcune questioni, a simbologie e tematiche storiche, ho uno strumento per leggerlo in maniera diversa».

Angelica Del Giudice

Dall’insegnamento alla cura nella sofferenza

Perché investire anni di studio in discipline di natura teologica? «Le persone che si iscrivono hanno varie provenienze» ricorda don Grosso. «Ci sono giovani che vivono lo studio in prospettiva di un futuro lavorativo, ma anche persone che lo fanno per curiosità, per approfondimento personale, oppure operatori pastorali di vario tipo». C’è, tuttavia, un mito da sfatare: tra gli studenti ISSR, infatti, non ci sono solo aspiranti insegnanti di religione, così come nello studio teologico non ci sono solo seminaristi in cammino verso il presbiterato. «C’è tutto l’aspetto formativo per referenti etici delle aziende – spiega don Grosso –, così come il versante dell’assistenza sanitaria, dell’accompagnamento nel fine vita, della vicinanza al mondo della sofferenza, nelle case di cura, ospedali e hospice: sono realtà in cui c’è bisogno di professionisti dell’accompagnamento che potrebbero trovare nei nostri istituti molto cibo buono di cui nutrirsi».

Un assaggio dei corsi

Chi si iscrive al primo semestre del primo anno dell’ISSR o dello STI, a partire dal 21 settembre potrà approfondire numerose discipline di base condivise tra i due percorsi, cui faranno seguito – nei semestri a venire – ulteriori specifiche. Si inizia con Introduzione all’Antico Testamento (prof. Antonio Bortuzzo), Metafisica (prof. Alessandro Cucuzza), Storia della Chiesa antica (prof. Giulio Vidon), Introduzione alla Sacra Scrittura (prof. Stefano Romanello), Rivelazione (prof. Federico Grosso), Patrologia (prof. Alessio Persic) e Metodologia (prof. Agostino Pitto). A differenza dell’ISSR, il primo semestre dello STI propone anche il corso di Storia della filosofia antica (prof. Marco Grusovin).

Il secondo semestre, tra gli altri, offre corsi di Introduzione al Nuovo Testamento (prof. Santi Grasso), Filosofia morale (prof. Agostino Pitto), Storia della Chiesa medievale (prof.ssa Antonella De Bortoli) e della Filosofia antica e medievale (prof. Marco Grusovin), Antropologia filosofica (prof. Alessandro Cucuzza) e Pentateuco con Libri storici (prof.ssa sr. Rosangela Lamanna). Il secondo semestre dello STI aggiunge il corso di Greco biblico (prof. Antonio Bortuzzo).

«Io credo che la teologia sia un campo di studio interessante proprio per la sua trasversalità», conclude il direttore dell’ISSR. «Tutti sanno che cosa si studia in una facoltà di medicina o di giurisprudenza, non tutti sanno cosa si studia in una facoltà di teologia. Lo studio e l’ambiente sono molto stimolanti, credo che possano riservare belle sorprese!»

Giovanni Lesa

Articoli correlati