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Terremoto in Venezuela, si temono migliaia di vittime. La Chiesa locale: «Si dia prova di carità»

Poco dopo la mezzanotte italiana – le 18 locali – due terremoti devastanti hanno colpito il Venezuela: due scosse di magnitudo 7.0 e 7.5 Richter con epicentro a circa 200 chilometri a ovest della capitale Caracas hanno causato decine di vittime (32 secondo le prime stime) e oltre settecento feriti. Si teme, tuttavia, che l’enorme distruzione provocata dal sisma possa aver causato decine di vittime, rimaste sepolte sotto le macerie di edifici realizzati con materiali poveri.

L’epicentro del sisma a ovest di Caracas

La Chiesa locale: «Creiamo una rete di solidarietà»

Dall’interno di una chiesa distrutta, l’arcivescovo di Caracas, mons. Raúl Biord Castillo, ha diramato un primo messaggio: «Il terremoto è un fenomeno naturale molto forte e distruttivo: preghiamo per i morti, affinché il Signore dia loro un riposo eterno. Preghiamo anche per i loro familiari». Rivolgendosi alla popolazione, già provata da crisi economica e politica, il presule ha ricordato come «L’importante, ora, è che il popolo resti unito e dia prova di carità verso tutti, creando una rete di solidarietà. Siamo vicini a coloro che hanno perso la casa: i danni materiali sono tanti, è colpito il patrimonio artistico, ma possiamo recuperarlo».

L’ambasciatore: «Al momento non ci sono vittime italiane»

La presidente venezuelana ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato d’emergenza. «È un fatto dalle gravi conseguenze e ci sono regioni particolarmente colpite. Tutte le nostre autorità e il sistema di protezione civile sta eseguendo operazioni di salvataggio. La priorità è quella di salvare vite».

«Al momento non risultano vittime italiane in Venezuela», ha affermato al quotidiano “Avvenire” l’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito. «Abbiamo notizia di diversi connazionali le cui abitazioni sono risultate danneggiate o addirittura distrutte».

L’Ente Friuli nel mondo, in una breve nota affidata ai social media, rivolge il pensiero «ai friulani in loco e ai tanti ormai giunti alla terza o quarta generazione. Esprimiamo vicinanza e solidarietà alle comunità coinvolte, alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che stanno vivendo ore di apprensione e difficoltà.»

G.L.

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