Sarà inaugurata giovedì 25 giugno, alle ore 11, in via Cussignacco 54, la nuova sede della Stazione di posta, centro multifunzionale diurno del Comune di Udine per l‘accoglienza e l’orientamento di persone senza dimora o in condizioni di grave marginalità attivo dal novembre 2023. Gestito da un gruppo di associazioni del territorio (Caritas, Casa Betania, Centro solidarietà giovani, con capofila la Caritas), il servizio è attualmente attivo nell’adiacente edificio dell’ex Caserma dei Vigili del fuoco, in piazza Unità d’Italia.
Lo stabile che ospiterà la nuova sede si trova all’interno dello stesso complesso dell’ex Caserma ed è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione realizzato dal Comune grazie ai fondi del Pnrr, finanziato con 1 milione e 90 mila euro dal Ministero, più 190 mila euro di risorse comunali.
I lavori si sono conclusi (solo il terzo piano sottotetto è ancora al grezzo) ed ora l’edificio è pronto ad ospitare in un luogo più adeguato la Stazione di posta. «La ristrutturazione – afferma l’assessore ai Servizi sociali, Carlo Giacomello – ha reso l’edificio accogliente e bello architettonicamente, così da conferire un valore aggiunto a questo importante servizio di accoglienza del disagio».
Un’opera richiesta dai numeri
Rispetto all’attuale sede – progettata per 16 posti – la nuova struttura potrà accogliere dalle 20 alle 30 persone, sempre in orario diurno, dalle 12 alle 19, tutti i giorni, compresi i festivi. Che il servizio richiedesse spazi più adeguati è dimostrato dai dati, presentati al Consiglio di Quartiere: se nel 2024 i beneficiari erano stati 880 (di cui 835 uomini e 45 donne), in larga parte stranieri (784), nel 2025 le persone accolte sono salite a 1.256, per un totale di 18.789 accessi, con 51 presenze medie al giorno. I dati parziali del 2026 (ovvero fino a maggio) fanno registrare un ulteriore aumento con 64 presenze medie al giorno, 907 persone accolte, 9.339 presenze. Circa il 40% è costituito da persone che avevano già frequentato il servizio in passato.
La presenza femminile resta molto contenuta (5% nel 2025; 6% nel 2026).
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