In una recente seduta della terza Commissione del Consiglio regionale dedicata alle case di riposo, Simona Liguori (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) ha definito «sconcertante» il dato secondo cui un terzo degli ospiti delle case di riposo viene ricoverato in ospedale per poi mancare in breve tempo, evidenziando, pertanto, «la necessità di un potenziamento deciso delle cure palliative e della terapia del dolore direttamente a domicilio dell’anziano». La domiciliarità, appunto: è questa la parola d’ordine di ogni dibattito su questo tema. I dati lo impongono.
2.272 in attesa di un posto in casa di riposo
In Friuli-V.G. ci sono quasi 250.500 persone over 70, 36mila non autosufficienti e circa 30mila a rischio, con un trend in forte crescita. E al 30 giugno 2026 c’erano 2.272 anziani iscritti alle liste d’attesa per un posto in casa di riposo.
Ebbene, la Regione – ha assicurato l’assessore Riccardo Riccardi, nella citata seduta del Consiglio regionale, risponde al maggiore fabbisogno di residenzialità nelle strutture di primo, secondo e terzo livello con 916 unità, passando dai 9.642 attuali (cui si aggiungono 641 posti letto già programmati) a 11.199, di cui 8.690 in convenzione (rispetto ai 7.929 attuali). Viene data priorità ai territori che presentano un’offerta sottodimensionata rispetto al valore medio regionale, che è pari a 4,1 di posti letto per non autosufficienti (tra esistenti e programmati) ogni 100 anziani over 70 residenti in regione.
Residenzialità: dove saranno i 916 nuovi posti
I nuovi posti saranno realizzati nei distretti in carenza:
- 196 Sile
- 181 Medio Friuli
- 147 Alto Isontino
- 112 Riviera Bassa Friulana
- 102 Livenza
- 68 Collinare
- 63 Natisone
- 25 Agro Aquileiese
- 22 Gemona, Valcanale Canal del Ferro.
È inoltre previsto che le nuove strutture possano essere autorizzate solo nei territori in cui il fabbisogno è di almeno 120 posti, negli altri solo ampliamenti.
Semiresidenzialità
Per quanto riguarda, invece, i servizi semiresidenziali per persone non autosufficienti, il fabbisogno è stato fissato nel numero di 5 ogni 1.000 anziani over 70. Quindi un totale di 1.253 posti, rispetto ai 646 attuali (261 dei quali riservati a persone con demenza) così suddivisi per Azienda:
- 399 in Asugi (ora sono 150)
- 554 in Asufc (a fronte dei 283 attuali)
- 300 in Asfo (ora sono 213)
Domiciliarità per alleggerire la pressione sulle strutture
Forte l’insistenza da parte dei consiglieri sulla domiciliarità: investire su prevenzione, assistenza a casa e centri diurni – si è detto – è importante per alleggerire la pressione sui caregiver, ma anche sulle case di riposo e i pronto soccorso. E a questo proposito Lucia Buna (Lega) ha rivolto “un forte sollecito al Governo centrale per regolamentare la figura delle badanti, eliminando il lavoro sommerso e aumentando la deducibilità dei costi per le famiglie”.
Moreno Lirutti (Fp), dal canto suo, ha detto di apprezzare “la volontà di riequilibrare l’offerta dei servizi sul territorio regionale”. In effetti – ha riconosciuto l’assessore Riccardi – la risposta a questi problemi non può essere solo l’aumento dei posti letto. La Commissione ha dunque approvato, con l’astensione delle opposizioni, i nuovi criteri e parametri per il fabbisogno di posti destinati alle persone non autosufficienti con oltre 70 anni.
Francesco Dal Mas















