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Anche Papa Leone al “Meeting di Rimini”. In tanti dal Friuli

Sono 40 i volontari e moltissimi i semplici visitatori che dal Friuli parteciperanno alla 47ª edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli, in programma a Rimini da venerdì 21 a mercoledì 26 agosto, con tema il vertice della Divina commedia, “L’amor che move il sol e l’altre stelle”. E nel pomeriggio di sabato 22 agosto, anche Leone XIV parteciperà alla grande manifestazione popolare e, accolto da decine di migliaia di persone che stanno prenotando telematicamente ogni ordine di posti nel vasto quartiere fieristico di Rimini, visiterà due delle 13 grandi mostre presenti, quelle su Sant’Agostino e sull’industriale francese Léon Harmel (1829-1915), riconosciuto dagli storici come il primo che, nel pieno della seconda rivoluzione industriale, ha precorso e realizzato gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa.

Dopo aver attraversato l’intero quartiere del Meeting, il Papa pronuncerà un attesissimo intervento sul tema della kermesse, che verrà diffuso da decine di grandi schermi in ogni punto della Fiera di Rimini, per dar modo a tutti i presenti di seguirlo in presa diretta.

È don Stefano Don, insegnante al Malignani di Udine, collaboratore parrocchiale a Sedegliano e uno dei 3mila volontari del Meeting, a richiamare il tema di quest’anno, cioè «la forza che mette in moto l’intero universo, dalle particelle subatomiche alle galassie. Non una forza che schiaccia o domina, ma che attrae e armonizza, che spinge avanti senza violenza, che orienta senza costringere. È l’amore come principio dinamico del cosmo, l’energia che tiene insieme ogni cosa e la sospinge verso il suo compimento. Ed anche i conflitti che oggi lacerano il mondo non sono destini immutabili, perché tradiscono quella forza propulsiva che potrebbe invece generare riconciliazione, rimettere in cammino popoli bloccati nell’odio». «Nel contempo – aggiunge don Stefano – l’intelligenza artificiale, simulando i nostri comportamenti, ci costringe a chiederci cosa davvero ci mette in movimento come esseri umani: la capacità di amare senza tornaconto, di lasciarci smuovere dalla gratitudine e dalla gratuità».

Tra i 40 volontari friulani del Meeting 2026, una dozzina gli studenti di scuole superiori, altrettanti universitari e poi giovani lavoratori e adulti; tutti operano gratuitamente, si pagano l’albergo, il vitto e anche il viaggio. E se si chiede loro perché lo fanno, le diverse risposte mettono in luce che «il Meeting è un’occasione imperdibile di nuova umanità vissuta, di approfondimento di amicizie esistenti e per farne di nuove, una grande possibilità d’incontro con persone, storie, testimonianze di fede provenienti da tutto il mondo, che aprono il cuore e la mente».
Flavio Zeni

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