Friuli Collinare

“Due pistoni” di San Daniele, 2027 per le donne

C’è un “filo rosso” che attraverserà il 2027 del Friuli collinare e che lega la nuova ambulanza – recentemente donata all’ospedale di San Daniele – al tema della violenza sulle donne, della sua prevenzione e del cambiamento culturale necessario per contrastarla. Non solo, quel “filo rosso” tiene insieme anche interventi concreti dedicati alla salute femminile. Si tratta della nuova sfida dell’associazione «Due Pistoni» che, archiviato il risultato della raccolta fondi – che ammonta a 200 mila euro –, guarda già al prossimo anno con il programma «Salute e Territorio 2027» i cui obiettivi sono stati presentati venerdì 21 agosto all’Hospitale di San Giovanni, a Majano.

Nel ricordo di Nadia Orlando

«Il nuovo percorso – ha spiegato il presidente del sodalizio, Luigino Minciotti – muove dalla storia di Nadia Orlando, la giovane donna di Dignano che nel 2017 è stata vittima di femminicidio. In occasione della recente donazione della nuova ambulanza all’Azienda sanitaria, la famiglia di Nadia ha voluto consegnare un portachiavi con un fiocco rosso da affidare proprio al nuovo mezzo. Un piccolo oggetto dal forte valore simbolico, dal quale “Due Pistoni” ha scelto di far partire idealmente il lungo “filo rosso” che unirà le diverse azioni del 2027». Un filo, dunque, che dalla memoria di Nadia porta alla volontà di intervenire prima che la violenza raggiunga le sue conseguenze più drammatiche, attraverso un progetto che non sarà soltanto sanitario, ma avrà innanzitutto una forte componente culturale. L’obiettivo è coinvolgere il territorio, in particolare le scuole e le società sportive – luoghi di formazione per le giovani generazioni – dove portare e affrontare temi quali il rispetto, le relazioni, la sessualità, la consapevolezza del proprio corpo e del rapporto con l’altro, affinché diventino parte integrante del concetto di salute, inteso nella sua accezione più ampia.

Cardiologia al femminile

«Accanto a ciò, una parte della futura raccolta fondi sarà destinata all’acquisto di strumentazione altamente specialistica per la Cardiologia dell’ospedale di San Daniele, con particolare attenzione alla diagnostica delle patologie cardiache femminili – ha aggiunto Minciotti –. Le malattie cardiovascolari, infatti, possono manifestarsi con caratteristiche differenti nelle donne».

Strumentazione per il Cro

Il secondo obiettivo sanitario riguarderà invece il Cro di Aviano, dove il progetto punta all’acquisto di una strumentazione laser destinata alla riabilitazione dei tessuti ginecologici dopo determinati interventi e trattamenti oncologici. Un intervento pensato per accompagnare le pazienti non soltanto nel percorso di cura della malattia, ma anche nel recupero della qualità della vita, dell’intimità e della consapevolezza del proprio corpo.

Una rete sul territorio

Attorno all’associazione e al progetto «Salute e Territorio» è cresciuta negli anni una rete capace di mettere insieme cittadini, volontariato, imprese e istituzioni e di trasformare la partecipazione della comunità in interventi concreti a sostegno della sanità pubblica. L’ultimo risultato ne è la dimostrazione. La raccolta fondi ha raggiunto circa 200 mila euro grazie al coinvolgimento di una trentina di realtà locali tra aziende, istituti di credito e associazioni di volontariato, dai gruppi di motociclisti agli alpini, fino alle associazioni di malati e di mamme. Oltre la metà del valore complessivo delle donazioni è però arrivata da singoli cittadini e singole cittadine, con contributi medi inferiori ai 500 euro, restituendo la misura di quanto l’iniziativa sia riuscita a coinvolgere capillarmente il territorio.
Grazie a questa mobilitazione è stata acquistata l’ambulanza di terza generazione destinata all’ospedale di San Daniele, un mezzo pediatrico e per adulti all’avanguardia sotto il profilo della sicurezza e dell’isolamento dei pazienti, con specifiche dotazioni dedicate al trasporto dei bambini e un innovativo sistema di aspirazione negativa che consente anche il trasferimento di pazienti ad elevato rischio infettivo.

Anna Piuzzi

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