Un nuovo avvistamento di grande rilevanza scientifica – decisamente eccezionale – alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino: nel punto di alimentazione si è infatti posato un rarissimo grifone africano, il “grifone di Rueppell”. L’esemplare ha subito attirato l’attenzione degli esperti del sito protetto, gestito dalla Coop Pavees, per le sue dimensioni (un po’ più piccole di quelle degli altri grifoni), per alcune macchie bianche e strie sul piumaggio e per l’insolita colorazione nelle parti inferiori delle ali. «Dopo ripetute osservazioni, analisi delle immagini raccolte con la webcam e confronti con altri esperti a livello internazionale è stata confermata la straordinaria importanza dell’evento: si tratta di un immaturo di grifone di Rueppell, “Gyps rueppellii”» spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero, precisando che si tratta di un avvoltoio presente nella fascia subsahariana, classificato in pericolo critico a causa del bracconaggio, dell’avvelenamento e della perdita di habitat. Alcuni esemplari di grifone di Rueppell si uniscono a quelli europei che svernano in Africa e si spingono poi con loro fino in Europa, con maggior frequenza nella penisola iberica. In Italia gli avvistamenti della specie sono estremamente rari e accidentali: «Un individuo era comparso in Sicilia nel 2019 – continua Genero –, unendosi ai grifoni dell’isola. L’osservazione in Friuli è di grande importanza in quanto rappresenta la seconda segnalazione italiana e una delle più settentrionali in assoluto. L’analisi delle riprese video effettuate ha consentito di certificare la presenza di questo grifone almeno dal mese di maggio 2026: ora vedremo per quanto rimarrà nella colonia prima di riprendere i suoi lunghi spostamenti».
Nel frattempo la Riserva si appresta a celebrare il suo evento più caratteristico, «Vivi e liberi di volare», che si rinnoverà domenica 6 settembre. Il programma si aprirà in mattinata, alle 10, con visite guidate gratuite; nel pomeriggio verrà proposto il consueto programma scientifico, con la divulgazione delle ultime novità sullo stato delle colonie di grifoni che gravitano attorno al sito protetto che, nel tempo, sono diventate sempre più indipendenti, ampliando notevolmente gli spostamenti per la ricerca alimentare e assumendo una grande importanza dal punto di vista ecologico nell’ecosistema alpino (relazioni a cura di Genero e di Tiziano Fiorenza). Un’evoluzione, sottolinea Genero, agevolata «dai notevoli movimenti sulle Alpi Orientali di avvoltoi di diversa origine e dall’incremento del numero dei mammiferi carnivori, che accrescono la disponibilità di carcasse sul territorio». Diversi elementi hanno poi determinato un discreto andamento del numero di nascite. Fanno da contraltare fattori quali gli incendi e forme di disturbo localizzate, «che hanno compromesso l’involo dei giovani in alcune colonie. La giornata di domenica proseguirà poi alle 16 con il momento più atteso ed emozionante: saranno rimessi in libertà 3 giovani grifoni parte di un gruppo che è stato catturato nell’ambito di indagini sanitarie effettuate periodicamente in collaborazione con il dottor Stefano Pesaro, dell’Università di Udine, e con il Centro di Ricerca e Coordinamento per il Recupero della Fauna Selvatica, e vengono reinseriti in natura dopo un periodo di cure e controlli.
A Cornino un raro grifone africano















