Nessuno avrebbe voluto cantare l’“Eccomi” del canto iniziale, pensando che quella parola l’hanno pronunciata dinanzi a Dio due bambine, due sorelle, Noemi e Desiree Schiavo, 11 e 5 anni, decedute nel tragico incidente avvenuto sulla statale Pontebbana lo scorso 23 agosto. Veder entrare nella calda chiesa di Paderno le due bare bianche è un tuffo al cuore. Nessuno vorrebbe essere lì, giovedì 3 settembre, dinanzi a loro. Il cero pasquale, dritto e illuminato, bianco pure lui, sembra quasi un ossimoro.
La chiesa è gremita, un abbraccio di affetto e di compassione alla mamma Jessica e al papà Addis. Cinque sindaci rappresentano altrettante comunità strette a loro volta attorno alla famiglia. Alla vigilia delle esequie, anche l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha voluto portare alla famiglia la vicinanza della comunità diocesana.

Il parroco Mazzocato: «Ciò che non possiamo dire noi, può dirlo Dio»
Sono cinque anche i presbiteri concelebranti. Hanno le vesti bianche come le bare, un’eccezione rispetto al lutto del colore viola. Ma in questo caso il bianco è necessario. «I “perché” che in questo momento urlano nel nostro cuore non trovano un’adeguata risposta» ha affermato mons. Pierluigi Mazzocato, parroco di Paderno, all’inizio della celebrazione. Non è affatto facile prendere la parola in un momento come questo. «Le parole di umano conforto, seppure sincero, non riescono a consolare. Noemi e Desiree sono state strappate al vostro affetto e all’affetto di tutti noi. Ciò che non possono le nostre parole, lo invochiamo da colui che, solo, può gettare un raggio di luce sull’oscuro mistero della sofferenza e della morte».

«È il momento assurdo della fede»
Riprende, mons. Mazzocato, alcune parole tratte dalla Scrittura: «”Grande come il mare è la nostra amarezza”. “I miei occhi grondano lacrime giorno e notte senza cessare”. L’abbiamo vissuto insieme in questi giorni – ha affermato nell’omelia –. Quanti interrogativi sono sorti dal fondo del nostro cuore! La morte è arrivata come un ladro che entra in una casa e porta via ciò che, in essa, trova di più prezioso. È chiaro che il dolore è grande per voi genitori, per i parenti, per i compagni di scuola e gli amici. È questo il momento assurdo della fede, messa a dura prova».
«Il Vangelo – ha proseguito mons. Pierluigi Mazzocato – ci dice “Non sia turbato il vostro cuore”. Ma come è possibile? Eppure voglio ripetere queste parole: non sia turbato il vostro cuore. Gesù aggiunge: “Abbiate fede in Dio e in me”. In questo momento vogliamo trovare la forza della fede nel Signore morto e risorto. Solo questa può darci la motivazione necessaria per andare avanti, perché ci fa sperare contro ogni speranza». Gli occhi si alzano dalle due bare e sostano sul cero pasquale: la sua fiamma, muta ma vivace, dice esattamente questo.

«Il nostro caldo amore durerà per sempre»
A Noemi e Desiree «fiori di campo recisi anzitempo», il parroco ha rivolto le parole conclusive della sua omelia. Parole di un’intensità unica. «Carissima Noemi, tante volte ti sei presa cura di tua sorella Desiree: la proteggevi, la custodivi… Ora, con lei, sei lassù. A tua sorella Desiree affido un compito: chiedi a Dio che dia forza, coraggio e tanta speranza alla mamma, al papà, ai parenti e ai tanti amici».
Il parroco, vicino alla famiglia, ha condiviso infine un episodio degli ultimi giorni. Rivolgendosi alla piccola Desiree, ha ricordato come «l’altro giorno, a casa vostra, ho notato una scritta che avevi fatto: “Il nostro caldo amore durerà per sempre”. Questo amore continuerà, ne siamo certi, e sarà di conforto per tutti noi».
Altri bambini vivono grazie a Desiree
«Siete due stelle nel firmamento di Dio – ha concluso mons. Pierluigi –. Nei momenti più bui, quando i vostri genitori alzeranno lo sguardo al cielo, potranno riprendere con una certa serenità il cammino in questa vita. Desiree, i tuoi genitori hanno espresso grande generosità con il dono dei tuoi organi, affinché possano dare vita. La loro preoccupazione era proprio questa: che altri bambini potessero vivere, correre, giocare e guardare il cielo». Una piccola consolazione, una piccola fiamma di speranza, ma un grande, grandissimo dono.
G.L.















