È uno tra coloro che, nell’anno del centenario, ha deciso di abbonarsi a La Vita Cattolica. «L’ho fatto perché lo trovo un giornale che sa raccontare i fatti e i problemi del nostro territorio con un occhio più umano», afferma Pierluigi Venir, 33 anni, di Pasian di Prato. Consulente commerciale in un’azienda del settore energetico, fa anche attività di volontariato, essendo presidente della sezione Afds Zanon-Deganutti, oltre a svolgere attività in parrocchia.
«Conoscevo la Vita Cattolica per averla vista qualche volta in casa dei miei nonni o quando, per vari motivi, arrivava in quella dei miei genitori. Tuttavia la leggevo solo saltuariamente».
In occasione delle attività di promozione e diffusione avviate dal nostro settimanale in occasione del centenario, Venir ha potuto vederlo meglio e, circa un mese e mezzo fa, si è abbonato. «Al di là dei temi religiosi, sono sempre stato interessato a quanto accade a livello locale, a partire dalle tante realtà associative e di volontariato che operano sul territorio e che, essendo anche io impegnato in questo ambito, voglio conoscere. Sfogliando il settimanale, mi sono accorto che La Vita Cattolica, da questo punto di vista, ha un occhio molto più sensibile rispetto alla stampa locale di altro genere. Sono anche attento ai problemi legati all’educazione e mi interessa capire come, ad esempio nelle varie comunità parrocchiali, essi vengono trattati».
Da «friulano “doc”», come ama definirsi, Venir è sempre stato interessato «alle tradizioni e alle radici della nostra terra, alla sua storia e alla sua cultura. E tutto ciò riesco a trovarlo ogni settimana su La Vita Cattolica».
Oltre alle notizie locali e dei paesi, Venir apprezza anche gli articoli che parlano di problemi più generali, che, prosegue, «vengono affrontati nel segno dell’ascolto e del dialogo. Specie nei tempi che stiamo vivendo, è importantissimo che ci sia un tipo di comunicazione di questo genere, appunto più umano».
Oltre a La Vita Cattolica, Venir legge anche alcuni quotidiani ed è abbonato riviste di tipo scientifico. «Mi piace informarmi da diverse fonti e, in particolare, mi piace farlo avendo in mano un oggetto fisico, cartaceo. Rispetto ai dispositivi digitali, un giornale di carta consente di concentrarsi e riflettere, staccandosi da quell’iperconnessione che ormai caratterizza le nostre vite».
Ripensando alla storia centenaria del settimanale, Venir prosegue affermando che «nel mutare del mondo informativo, La Vita Cattolica ha voluto e saputo mantenere un’identità ben precisa, non lasciandosi influenzare da stili di narrazione commercialmente più vincenti, mantenendosi vicina alle persone e, ripeto, alla piccole realtà locali alle quali altri tipi di giornali non possono dedicare la stessa attenzione».
«Vita Cattolica? Un occhio più umano sul mondo»














