Una serata in cui, con libertà e serenità, le voci dei territori si fanno sentire ed esprimono le istanze più diverse. Venerdì 16 ottobre a Castellerio si è svolta la seduta autunnale del Consiglio pastorale diocesano, che assieme al Vescovo, al direttore Michele Armellini e ai vicari foranei, ha visto partecipare i responsabili degli uffici pastorali diocesani e, soprattutto, direttori e direttrici dei Consigli delle diverse Collaborazioni pastorali, dal mare ai monti passando dalla città di Udine. Un momento che costituisce un autentico termometro dell’annuncio evangelico nelle comunità della Chiesa udinese.
Prime assemblee nelle Foranie, il lungo lavoro delle “aree”
Come ogni termometro, il Consiglio pastorale diocesano misura i momenti più caldi e quelli più tiepidi dell’azione della Chiesa. Come le recenti assemblee pastorali foraniali, che hanno visto pressoché ovunque una vasta partecipazione di responsabili dei diversi ambiti dell’azione ecclesiale: dalla carità alla liturgia, dalla catechesi alla cultura e alla comunicazione, dalla pastorale familiare a quella giovanile. «Abbiamo contato circa 900 presenze totali, sommando le diverse assemblee», hanno riferito l’Arcivescovo e il Vicario generale, «Segno positivo di una grande partecipazione». Accanto a questo, i consiglieri hanno evidenziato come in alcuni momenti le assemblee si siano svolte con difficoltà: «Mentre è stato utilissimo sentire come il progetto delle Collaborazioni pastorali sia maturato e si sia sviluppato – hanno commentato a margine alcuni direttori di Consigli pastorali -, non tutti erano preparati per affrontare gli argomenti successivi, ossia un coordinamento tra chi, negli stessi territori, si occupa di servizi diversi. E si è percepito poco coordinamento».
L’Arcidiocesi, con la recente revisione del documento istitutivo delle Collaborazioni pastorali, ha istituito dei raggruppamenti di servizi affini, chiamandoli “aree”; per fare alcuni esempi, in un’unica area afferiscono coloro che si occupano di catechesi, giovani, famiglie e liturgia; la carità e la collaborazione missionaria rientrano in un’altra area dedicata, eccetera. «La collaborazione tra chi si occupa di questi servizi sarà un lavoro lungo», si è detto. Ma la direzione è chiara: dare unitarietà alla proposta cristiana delle Collaborazioni pastorali, evitando che qualche ambito operi “per conto proprio” in modo slegato dagli altri.
Piste di azione: giovani, comunicazione, Creato. E più coinvolgimento
Un lavoro altrettanto capillare è stato svolto nella seconda parte della serata, quando i presenti si sono raggruppati per Foranie con lo scopo di analizzare alcune piste del lavoro futuro nei diversi territori. Dalle relazioni riportate al Consiglio, spiccano alcuni filoni comuni: l’attenzione alla pastorale giovanile e ai percorsi di iniziazione cristiana, il potenziamento delle esperienze già in atto (coinvolgendo in modo più capillare le comunità che compongono le singole Collaborazioni pastorali) più che l’avvio di esperienze nuove, l’attenzione al Creato (un’istanza, questa, emersa soprattutto dalle Collaborazioni pastorali di area montana) e lo sviluppo sempre maggiore dell’ambito della comunicazione, nel quale persiste una certa sofferenza. Interessante anche la richiesta di approfondire quanto espresso dal Messaggio dell’Arcivescovo (recentemente pubblicato e intitolato «Che cosa è mai l’uomo perché te ne curi?») nelle aree più vaste delle Foranie prima ancora che nelle Collaborazioni pastorali.
Il lavoro, insomma, non manca. La prossima seduta del Consiglio pastorale diocesano è prevista per venerdì 29 gennaio 2027.
G.L.














