«Restituire la memoria a un percorso collettivo… attraverso la raccolta di fatti e testimonianze», provando «a raccontare la storia di un paese nel suo insieme» e come una comunità «abbia affrontato e attraversato l’esperienza sconvolgente di un terremoto… trovando dentro di sè le energie per non arrendersi». Senza dimenticare «il grande aiuto arrivato dall’esterno… che ha lasciato un segno profondo non solo sul piano materiale, ma anche umano». Lo scrive Pieri Stefanutti, l’autore del libro “Alesso nel dopo terremoto. Una storia di solidarietà e impego collettivo verso la rinascita”, edito dalla Pro Loco di Alesso, con il contributo del Comune di Trasaghis e della Regione, in occasione del 50° anniversario del terremoto del 1976.

Da anni impegnato in un lavoro di ricerca sulle caratteristiche storico-culturali del territorio della Valle del Lago (comprende i Comuni di Bordano, Cavazzo Carnico e Trasaghis), Stefanutti ha raccontato il periodo del terremoto grazie ad un pregevole lavoro di ricerca, raccolta di materiale (documenti, foto, articoli di giornale) e ascolto delle voci di chi le esperienze della distruzione e dell’avvio della ricostruzione le ha vissute, sia raccogliendo i ricordi in maniera diretta, sia riportando quelli tratti dal progetto “SîsMaj – Taramotanzas”, curato da Manuel Stefanutti (che è anche il grafico del libro).

In apertura di volume uno spazio è stato dedicato agli interventi di quanti nel 1976 ricoprivano incarichi in realtà associative operanti in paese. L’autore ha poi seguito un preciso filo conduttore che fa dell’opera una sorta di diario che narra, attraverso 12 capitoli, quanto successo ad Alesso dalla sera del terremoto in poi, passando da “Una notte di paura” alla prima emergenza e poi alla “Vita in tendopoli”, alla grande solidarietà ricevuta e, tra gli altri temi toccati, alle proteste popolari, all’esodo sulla costa fino alle vicende che danno conto della vita nei prefabbricati e dell’avvio della ricostruzione. Ciascun capitolo, come spiega Stefanutti, è introdotto da una brano in friulano, tratto dal “Lunari di Dalès pal an 1996”, che “accompagna” il lettore nell’argomento trattato, grazie anche a pagine arricchite da fotografie che, in parallelo a quanto scritto, riportano alla memoria le vicende che hanno caratterizzato il periodo dell’emergenza e della rinascita, pure con momenti di spensieratezza come ad esempio la “Marcialonga tra le tendopoli”, promossa dal Gruppo Marciatori che ha visto la partecipazione entusiasta anche di tanti bambini e ragazzi.
Per ogni argomento l’autore propone svariate testimonianze, alcune delle quali in lingua friulana. Nella parte finale dell’opera sono proposti articoli pubblicati al tempo dai giornali locali e documenti e contributi riguardanti Alesso nel dopo terremoto.
Il libro ricorda, inoltre, le persone del paese decedute in seguito al terremoto: Dario Picco e Caterina Cavan, morti la notte del terremoto a Gemona, e Giacomo Rodaro, originario di Avasinis, ferito durante le scosse di settembre e morto fuori regione, a novembre dello stesso anno.
Un capitolo è dedicato al racconto per immagini della voglia di guardare avanti, attraverso battesimi e matrimoni che hanno come scenario le tendopoli, molti dei quali celebrati dall’indimenticato parroco don Giulio Ziraldo.
«Questo libro – ha scritto nella presentazione la sindaca di Trasaghis, Stefania Pisu – è prima di tutto un atto di memoria collettiva… ha il merito di restituire voce a persone, episodi e ricordi che rischierebbero altrimenti di perdersi. In queste pagine ritroviamo la dignità e la peculiarità di un paese che, pur nella sofferenza, seppe restare unito; ritroviamo la forza del volontariato, il ruolo delle associazioni, la generosità di tanti aiuti ricevuti, ma anche la volontà dei compaesani di essere protagonisti del proprio futuro».
Il libro è in distribuzione a offerta libera all’edicola di Alesso (oppure contattando la Pro Loco).
Monika Pascolo














