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Sia un Avvento di conversione

Come da tradizione, l'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, rivolge - in occasione dell'inizio dell'Avvento - un messaggio ai fedeli della Chiesa udinese. Testo e video

Sia un Avvento di conversione

"Quali sono i sentieri che dovremmo raddrizzare? Quanto è ingombro il nostro cuore di interessi e bisogni che non lasciano spazio all'amore per Dio e per i fratelli? Quali sono i vuoti di senso e di speranza da riempire nella nostra anima? Prepariamo la via al Signore durante l'Avvento convertendo la nostra vita cristiana". Questo l'invito dell'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, rivolto attraverso un messaggio pubblicato su La Vita Cattolica, in occasione dell'inizio dell'Avvento, ai fedeli della Chiesa udinese.

Per giungere al Natale con cuore rinnovato, mons. Mazzocato suggerisce anche "tre utili impegni concreti. In ogni famiglia costruiamo il presepio mettendoci l'impegno e la fantasia di tutti. Diventi, nel tempo natalizio, il centro della nostra casa attorno al quale pregare assieme. Gesù sarà, così, al centro della nostra famiglia. Troviamo il tempo per partecipare alla domenica alla Santa Messa perché è il momento in cui Gesù continua a venirci incontro donando il suo Corpo e il suo Sangue e tutto l'Amore che, dalla mangiatoia di Betlemme, ha diffuso tra gli uomini. Apriamo gli occhi e il cuore verso chi sta peggio di noi". Infine, "Arriviamo a Natale portando con noi qualche persona o famiglia che aspetta la nostra vicinanza e il nostro aiuto discreto e generoso. Magari abitano lungo la nostra via o al di là della siepe di casa nostra".

Qui il video


Di seguito il testo integrale del messaggio

Cari Fratelli e Sorelle,
da più parti sento ripetere la domanda: «Che Natale ci permetterà di fare il Covid-19?». Tutti avremmo il desiderio di vivere le feste natalizie condividendo serenità e affetto con i parenti e gli amici secondo le nostre belle tradizioni. Purtroppo il contagio del virus non dà segni di resa e cresce la paura di trovarci fra un mese con restrizioni ancora più pesanti che rovinerebbero le feste.
Riflettendo e pregando su questa situazione, mi è salito dal cuore questo invito, un po' controcorrente: «Prepariamoci, nonostante il virus, ad un bel Natate». Sarà, forse, una festa più semplice e più povera, come lo fu per Maria e Giuseppe e per i pastori che si raccolsero attorno a Gesù bambino. Ciononostante, può essere l'occasione per riscoprire la bellezza spirituale del Santo Natale; una bellezza che penetra nella nostra anima e porta quella gioia che Gesù ha acceso tra gli uomini e che gli angeli hanno cantato.
Ci prepara al Natale il tempo dell'Avvento. Valorizziamo le settimane dell'Avvento non pensando, prima di tutto, agli acquisti e ai regali, ma provando la gioia di un cammino di purificazione della nostra vita e della nostra fede, come ho invitato a fare nella lettera pastorale: «"I loro occhi riconobbero il Signore". Per una Chiesa purificata dalla tribolazione».
Ci indicano la direzione le parole del profeta Isaia, ripetute da Giovanni Battista nel deserto:
«Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri
Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati (Lc 3,4-5)».
Queste parole possono aiutarci ad un onesto esame di coscienza. Quali sono i sentieri che dovremmo raddrizzare? Quanto è ingombro il nostro cuore di interessi e bisogni che non lasciano spazio all'amore per Dio e per i fratelli? Quali sono i vuoti di senso e di speranza da riempire nella nostra anima?
Prepariamo la via al Signore durante l'Avvento convertendo la nostra vita cristiana da tutto ciò che è peccato e compromesso col male.
Per giungere al Natale con cuore rinnovato suggerisco anche tre utili impegni concreti.
In ogni famiglia costruiamo il presepio mettendoci l'impegno e la fantasia di tutti. Diventi, nel tempo natalizio, il centro della nostra casa attorno al quale pregare assieme. Gesù sarà, così, al centro della nostra famiglia.
Troviamo il tempo per partecipare alla domenica alla Santa Messa perché è il momento in cui Gesù continua a venirci incontro donando il suo Corpo e il suo Sangue e tutto l'Amore che, dalla mangiatoia di Betlemme, ha diffuso tra gli uomini.
Apriamo gli occhi e il cuore verso chi sta peggio di noi. Arriviamo a Natale portando con noi qualche persona o famiglia che aspetta la nostra vicinanza e il nostro aiuto discreto e generoso. Magari abitano lungo la nostra via o al di là della siepe di casa nostra.
Cari Fratelli e Sorelle, vi affido questo breve messaggio nella speranza che siamo in molti a vivere un bel Natale anche in tempo di pandemia.
Continuiamo ad invocare la Beata Vergine delle Grazie perché interceda presso Gesù e ci ottenga la salute dell'anima e del corpo.
+ Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine

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