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«Anche io, positivo al Covid, ho ricevuto dai medici risposte contraddittorie»

Paura alimentata da cattiva informazione. Il presidente del Consiglio regionale Zanin: "A tanta confusione diffusa tra la popolazione, i professionisti e gli scienziati del settore dovrebbero rispondere con dei protocolli definiti e chiari".

«Anche io, positivo al Covid, ho ricevuto dai medici risposte contraddittorie»

La pandemia da Covid-19 è certamente l'argomento di cui oggi più si parla, ma non è l'unico su cui si focalizzano le attenzioni del mondo sanitario. Uno di questi è l'aderenza terapeutica, ovvero il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell'assunzione di una terapia per la sua intera durata. Il problema dell'aderenza terapeutica riguarda, oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti.

 

Queste le premesse dell'evento "Il valore dell'aderenza per i sistemi sanitari regionali. Dal bisogno all'azione", organizzato da Motore Sanità e a cui ha partecipato in modalità telematica il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin.

 

"Anche il Cr Fvg è impegnato nella lotta a questa pandemia che non pare lasciarci respiro e, dopo un anno, ci vede nelle stesse condizioni di quando è partita - ha avuto modo di dire Zanin - e ciò suggerisce un primo interrogativo, ovvero come abbiamo reagito verso qualcosa che allora era sconosciuto ma oggi, passati 12 mesi, ritrovarsi allo stesso punto diventa quasi incomprensibile. Penso alla mia regione, dove la situazione è addirittura peggiorata, sia dal punto di vista del contagio sia della saturazione delle terapie intensive e dei letti ospedalieri".

 

"Questo credo faccia il paio con uno dei grossi problemi che la

Covid-19 ci ha evidenziato: la credibilità, cioè la capacità di dare risposte più credibili possibili - ha rimarcato Zanin - a chi subisce un attacco alla propria salute da un nemico ancora troppo sconosciuto che provoca ansia, preoccupazione e calo della speranza. Si è maldestramente creata una ordalia informativa sui siti web che quasi sempre possedeva scarsa rilevanza di carattere scientifico, dove anche i cosiddetti esperti, che dovrebbero essere quelli preposti a indicare la strada a chi deve confrontarsi con il nemico, davano indicazioni contraddittorie e polemiche".

 

"Lo si è visto di recente sui vaccini - ha rimarcato il presidente - che da luce in fondo al tunnel, dopo la diffusione di notizie affrettate e non accertate su Astrazeneca, sono diventati un'altra fonte di preoccupazione e stress tra i cittadini, causando una reazione di paura e confusione. Io stesso, che recentemente sono risultato positivo al Coronavirus, ho ricevuto dai medici risposte diverse e contraddittorie sulla terapia da seguire. Ritengo che, a tanta confusione diffusa tra la popolazione, i professionisti e gli scienziati del settore dovrebbero rispondere con dei protocolli definiti e chiari".

 

La similitudine con l'aderenza, per Zanin, è lampante in quanto "anch'essa si basa proprio sulla fiducia che si trasmette al malato attraverso la credibilità delle indicazioni terapeutiche che gli vengono prescritte dalla catena sanitaria, un'azione indispensabile anche per non avere malati che si riversano negli ospedali invece che fidarsi del proprio medico e della sanità territoriale".

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