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Case di riposo, situazione Fvg, fase due. Il punto di Riccardi

Obiettivo: tenere nelle residenze, ove possibile, gli ospiti positivi al Coronavirus. Il punto di Riccardi: i casi a Paluzza, la situazione del Fvg, il contagio tra i sanitari, la riorganizzazione degli ospedali, la fase due.

Case di riposo, situazione Fvg, fase due. Il punto di Riccardi

L'introduzione di una partecipazione strutturata delle Aziende per i servizi alla persona (Asp) ai lavori della task force dell'Azienda sanitaria di riferimento, in ordine alla gestione dell'emergenza Coronavirus nelle strutture protette, case di riposo in primis, al fine di mettere in atto una più funzionale integrazione sanitaria. Questa la proposta presentata al vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, nel corso della riunione in videoconferenza con il presidente di Federsanità Fvg, Giuseppe Napoli, e una rappresentanza dei vertici delle Asp. Come ha spiegato Riccardi, l'obiettivo, dopo aver messo in sicurezza il sistema ospedaliero con l'ampliamento delle terapie intensive, è quello "di affrontare ciò che sta fuori dai nosocomi, garantendo nelle case di riposo la salute di operatori e ospiti. Nel concreto, dobbiamo portare, come stiamo facendo, all'interno delle strutture, la competenza e le professionalità delle Aziende sanitarie, partendo dal principio, condiviso da tutti i responsabili, di tenere nelle residenze, ove possibile, gli ospiti positivi al Coronavirus, offrendo loro le cure e le terapie che riceverebbero in ospedale, evitando in questo modo un trasferimento non privo di rischi che comporterebbe tra l'altro una pericolosa sovraesposizione batterica".
Il vicegovernatore, dopo aver richiesto a Federsanità Fvg una proposta per un maggior collegamento tra le Aziende sanitarie e le Asp, ha quindi condiviso l'idea di rendere formale una maggiore partecipazione delle stesse Aziende per i servizi alla persona nei processi operativi che le riguardano, al fine di offrire le migliori prestazioni sanitarie all'interno delle strutture.
Coronavirus, bene gli indicatori del Fvg. "I dati parlano in maniera oggettiva: il Friuli Venezia Giulia risulta essere una tra le regioni con il miglior andamento per quel che riguarda il contrasto alla pandemia da coronavirus. Prendendo in esame il periodo che va dal 28 marzo al 2 aprile, in Friuli Venezia Giulia si registra - in rapporto alla media nazionale - la riduzione del 48 per cento di nuovi contagi e del 68 per cento della mortalità. Un'evidenza rafforzata anche dal numero di tamponi processati: 22.272, con una copertura di 2 persone su 100 abitanti. Adesso dobbiamo garantire la stessa reazione nell'affrontare la criticità che si sta manifestando fuori dagli ospedali, in particolare nelle case di riposo". Così dichiarava ieri il vicegovernatore, nel corso della seduta in videoconferenza della III Commissione del Consiglio regionale con all'ordine del giorno le azioni intraprese dalla Regione per l'emergenza coronavirus.
Nella sua relazione Riccardi ha illustrato la catena di comando regionale, composta, oltre che dal presidente Fedriga (in rapporto quotidiano con il Comitato operativo nazionale) e dalle direzioni della Salute e della Protezione civile, anche da un board scientifico guidato dal professor Fabio Barbone, epidemiologo e direttore scientifico dell'Irccs Burlo Garofolo. "Da questa governance - ha sostenuto il vicegovernatore - discendono le scelte e le azioni che sono state intraprese: tra queste, i presidi pre-triage all'esterno delle strutture ospedaliere e dei penitenziari della regione, la gestione di 55mila chiamate al numero verde e 81.174 al 112, l'attività dei 3.178 volontari della Protezione civile Fvg impegnati nell'aiuto agli anziani per la consegna della spesa e dei farmaci e la distribuzione entro venerdì prossimo di 350mila mascherine ai nuclei familiari della regione".
Il contagio tra i sanitari. Altro tema molto sentito quello dell'incidenza del contagio tra gli operatori sanitari. A tal riguardo il vicegovernatore ha puntualizzato che i dati comunicati dall'Istituto superiore della sanità oggi sono stati rimossi. "Le fonti erano diverse e il Fvg non è la regione con il contagio che abbiamo letto per giorni. Sono infatti 188 (l'1,38 per cento) - ha precisato Riccardi - i contagiati del personale del sistema sanitario. Di questi 117 sono stati infettati con certezza sul lavoro. La percentuale di operatori sui contagiati è dell'8,9 per cento".
"La Regione - ha detto ancora - ha provveduto in maniera autonoma all'approvvigionamento dell'85 per cento dei dispositivi di protezione, colmando una difficile fornitura da parte dello Stato".
La riorganizzazione degli ospedali. L'emergenza ha anche comportato una riorganizzazione delle strutture ospedaliere, ha rimarcato Riccardi. "Sono stati creati: 479 posti per Covid-19, 78 per contumaciali in quarantena (Campoformido, Muggia e Tricesimo), 99 postazioni di terapia intensiva (partendo da 29), 32 di sub-intensiva, 74 di malattie infettive, 83 di cure intermedie. Questa manovra ha consentito di non aver registrato alcun tipo di problema durante tutto il periodo di intensa pressione sulle strutture ospedaliere. Inoltre, sono stati attivati due promettenti protocolli di cura, uno con l'ozono-terapia e l'altro con il cortisone a basso dosaggio".
Sul tema il vicegovernatore ha ricordato anche la solidarietà messa in atto nei confronti delle zone più colpite del Paese, ospedalizzando in Friuli Venezia Giulia nei reparti di terapia intensiva undici pazienti provenienti dalla Lombardia.
I casi alla residenza per anziani di Paluzza. In riferimento alla situazione della residenza per anziani di Paluzza, il vicegovernatore ha affermato che l'Azienda sanitaria è intervenuta in maniera "forte" con 16 operatori all'interno della struttura. "Un ragionamento di natura complessiva – ha osservato - comunque andrà fatto, anche in considerazione del fatto che, accanto a delle strutture ben organizzate, ci sono alcune realtà avviate con il principale intento di aumentare i profitti rispetto a quanto veniva prima ricavato dagli affitti".
La "fase 2". Infine, introducendo la questione legata alla cosiddetta 'fase 2', Riccardi ha parlato di come alla sicurezza sul posto di lavoro debba associarsi anche una risposta sul tema della mobilità delle persone e quindi su come si dovrà convivere con il virus abbassando il più possibile i coefficienti di rischio. "Da qui - ha chiarito il vicegovernatore - uno dei ragionamenti in corso è quello legato alle fasce d'età e alla protezione che bisogna garantire alle categorie più fragili. In questo senso sono allo studio strumenti di monitoraggio comportamentale che potrebbero rendere più sicuro un ritorno a un primo stadio di normalità - ha concluso -, che dovrà comunque comprendere ancora l'adozione delle precauzioni di distanza sociale".

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