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Adozione e affido, incontro a Udine

L’esperienza dell’accoglienza familiare, che si esprime in varie forme, come l’adozione, l’affido, l’accogliere figli con disabilità, genitori anziani non più autosufficienti, giovani o adulti fragili, fino a minori stranieri non accompagnati, oppure rifugiati.

Di questo si parlerà nell’incontro pubblico dal titolo “Il miracolo dell’ospitalità”, che si terrà sabato 7 febbraio, alle 17.30, nell’aula T9 dell’Università, a Palazzo Toppo Wassermann, in via Gemona, 92 a Udine, per iniziativa dell’Associazione Famiglie per l’accoglienza e con la partecipazione di Paolo Zenarolla, vice direttore della Caritas diocesana e padre adottivo, di Marco Mazzi, già presidente nazionale della stessa Associazione, e di una famiglia affidataria.

«Famiglie per l’accoglienza – racconta Emanuele Greco, ingegnere, analista informatico e referente regionale dell’Associazione – è nata a Milano nel 1982 e poi si è diffusa in tutta Italia e in diversi Paesi del mondo. È una rete di famiglie che si aiutano nell’esperienza dell’accoglienza, avendo sperimentato come don Luigi Giussani le ha accompagnate fin dall’inizio, andando a casa loro a mangiare, stando con loro, dialogando, anche con gli amici che pian piano queste famiglie incontravano. Da lui abbiamo imparato che non esiste nessuna azione più grande dell’ospitalità, a cominciare dall’accoglienza a pranzo o all’offerta di un tetto a una persona che passa per casa anche una sola volta, fino ad arrivare a quella radicale dell’adozione. Era lo stesso Giussani ad affermare che una delle cose più belle che tra i suoi amici ha visto realizzare è questa trama di famiglie disponibile a ospitare chiunque. Lui lo definiva un miracolo, cioè qualcosa che svela un’azione di Dio, trasformare ciò che è corruttibile in un legame con l’Eterno.

E “Il miracolo dell’ospitalità” – conclude Greco – è anche il titolo del libro che raccoglie interventi e dialoghi tenuti da don Giussani con i membri dell’Associazione Famiglie per l’accoglienza, testo che è stato recentemente rieditato e farà da sfondo al racconto delle esperienze maturate dai protagonisti dell’incontro pubblico».

Flavio Zeni

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