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L'editoriale

Amerai il Signore… e il prossimo tuo

Di fr. Paolo Cocco

Amerai il Signore… e il prossimo tuo. È questo il tema della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani scelto per quest’anno 2024, in calendario dal 18 al 25 gennaio. Si tratta del duplice comandamento nel quale Gesù ha riassunto tutte le condizioni per l’alleanza di Dio con il suo popolo. È la legge morale che Dio creatore ha inciso nella coscienza umana. Rappresenta il “marchio di fabbrica”, perché Dio stesso si è qualificato come amore e quanto ha creato trova senso e bellezza in proporzione all’amore che esprime. Gesù nella sua predicazione, nei gesti e miracoli che ha compiuto e poi con la sua morte e risurrezione ha spiegato molto bene di quale amore si tratta.

A scegliere e sviluppare questo tema sono stati cristiani del Burkina Faso, paese a maggioranza musulmana dell’Africa occidentale, che nel 2016 ha subito attacchi terroristici ad opera di fondamentalisti islamici. Questi in particolare rappresentano una minaccia permanente nel nord e a est del paese, ipotecando la possibilità di tenere aperte scuole e chiese. Per reagire in modo adeguato a questa grande instabilità i cristiani del paese hanno avvertito l’esigenza di migliorare i rapporti tra loro, tra comunità cristiane di diversa denominazione. È diventato così più facile confrontarsi in modo positivo anche con gruppi musulmani e loro rappresentanti.

Il gruppo locale di redazione dei testi per questa settimana di preghiera ha goduto del sostegno di membri della comunità ecumenica “Chemin Neuf”. Si tratta di una comunità sorta a Lione (Francia) nel 1973 ad opera del gesuita Laurent Fabre.

Sulla scorta degli esercizi spirituali di sant’Ignazio i membri di questa comunità, presente anche in questo paese dell’Africa, maturano una forte vita spirituale e una fede viva nell’azione dello Spirito Santo, che solo può generare l’unità della Chiesa e tra le Chiese. Solo con la grazia dello Spirito del Signore infatti noi cristiani possiamo formare un cuore solo e un’anima sola e possiamo corrispondere al comandamento nuovo di Gesù, amandoci come egli ci ha amato.

Gesù con la parabola del Buon samaritano, scelta come testo fondamentale per illustrare il tema di quest’anno, fa intendere che Dio non si accontenta dell’ortodossia della nostra fede, ma vuole che testimoniamo concretamente il suo amore. Questa testimonianza concreta è il miglior antidoto a ogni forma di violenza e prevaricazione. In questo tempo di sanguinosa tensione tra ebrei e musulmani in Terra Santa, a noi cristiani è chiesto di creare occasioni di incontro nel segno della fratellanza umana e della riconciliazione offerta per grazia da Dio.

Da trentacinque anni il 17 gennaio, vigilia della settimana di preghiera per l’unità, si celebra la giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. Per quest’occasione a Udine come in altre città si sono associati a noi cattolici anche evangelici ed ortodossi e si è programmato un incontro di approfondimento quest’anno con l’apporto anche di un relatore islamico. Nel confronto con ebrei e musulmani le differenze tra tradizioni e denominazioni cristiane si ridimensionano. Incontri come questi possono apparire come solo una goccia rispetto a una terra riarsa che attende la pioggia. Noi siamo onorati di fare comunque la nostra parte, sia pure in modo quasi impercettibile, e quindi di non restare solo a guardare i drammi che rendono tragica la vita del mondo e inospitale la terra creata da Dio.

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