Friuli Centrale

Campolonghetto. Case narranti, nuove opere al museo all’aperto

C’è già chi l’ha definita – e a ragione – una fiaba a cielo aperto. Che Campolonghetto, borgata del comune di Bagnaria Arsa, sia diventato negli ultimi anni un luogo “magico” non c’è alcun dubbio. Lì, le facciate delle case – e non solo – si sono trasformate in grandi tele sulle quali artisti provenienti da tutta Italia hanno “scritto” parte della storia del Friuli, attraverso volti di personaggi, scene di vita quotidiana, ricordi di gesta antiche e di leggende, mestieri, tradizioni e immaginario della terra friulana.

In un turbinio di colori la borgata è diventata il “Museo della case narranti” e ogni anno, a questa originale rassegna a cielo aperto, si aggiungono nuove “narrazioni”. Così è accaduto anche dal 12 al 14 giugno in occasione dell’evento “Campolonghetto, un paese a colori”, promosso dalla Pro Loco Campolonghetto-Chiamarcis – presieduta da Davide Mischis – e giunto alla quinta edizione: una “tre giorni” col naso all’insù che tra pennelli e colori ha visto la realizzazione di nuovi murales e nuove installazioni (accanto ai dipinti il percorso propone anche opere artistiche permamenti) per mano di una decina di artisti. Si tratta di Mattia Campo Dall’Orto, Gabriele Del Pin, Sqon, Giulialba Pagani, Bro 360 Crew, Roberto Candotti-Obino, Valentina Bott, Gianni Lollis, Franco Strizzolo e Gino D’Agaro. Sono i protagonisti che hanno dato vita all’evento artistico – trasformando le pareti di Casa Tortolo-Milocco, Casa Rodaro, Casa Tiussi-Negrini, Casa Lollis e poi Mischis, Cecotti e Tiussi, oltre al cortile della chiesa – che come ormai da tradizione, è sempre accompagnato da spettacoli, musica, iniziative culturali, mercatini di prodotti locali e di artigianato, oltre a laboratori e attività dedicate anche ai più piccoli.

Un “racconto a colori” nato con l’obiettivo di valorizzare il territorio rurale attraverso l’arte pubblica, trasformando muri anonimi e spazi quotidiani – sottolineano i promotori – in strumenti di narrazione culturale e identitaria.

Tra le novità della nuova edizione della manifestazione è inserita anche la nuova applicazione ufficiale del Museo delle Case Narranti Fvg, pensata per accompagnare i visitatori alla scoperta del borgo e delle sue opere in modo semplice e intuitivo. L’applicazione, infatti, raccoglie in un unico strumento tutte le audioguide del museo, già accessibili tramite i QR code presenti accanto ai murales; ciò consente di esplorare facilmente le storie, le tradizioni e i personaggi raccontati dalle opere. L’app offre, inoltre, una sezione dedicata agli artisti che hanno contribuito alla crescita del progetto nel corso degli anni, con biografie, approfondimenti e informazioni sulle opere realizzate. E con la funzionalità di geolocalizzazione sarà possibile orientarsi facilmente all’interno del museo diffuso, raggiungendo murales e punti d’interesse direttamente attraverso lo smartphone.

L’originale Museo, sempre aperto, nel corso dell’anno è meta di centinaia di visitatori e ha addirittura ispirato la tesi della studentessa Sara Calzavara, studio accademico che è diventato un vero e proprio catalogo del Museo nei suoi primi quattro anni di vita.

Ulteriori dettagli sulle “Case narranti” di Campolonghetto si trovano su Facebook e su Instagram (347 3213817 e info@casenarrantifvg.it).

Monika Pascolo

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