Sempre più anziani non autosufficienti nelle case di riposo del Friuli-Venezia Giulia: rappresentano il 90% dei ricoverati. Di questo si è parlato in occasione dell’ultima riunione del direttivo di Federsanità Anci Fvg. Il dato si riferisce alle 34 strutture associate a Federsanità (di cui 18 Aziende per i servizi alla persona e 16 comunali) e ai loro 4.156 posti letto, ma vale anche a livello regionale dove su 11.488 posti letto, 10.304 sono per non autosufficienti.
«La crescita dei non autosufficienti – spiega Stefania Tassotti, presidente dell’Asp di Paluzza e coordinatrice dei presidenti delle Aziende pubbliche per i servizi alla persona associate a Federsanità Anci Fvg – si registra da alcuni anni ed è destinata a subire nei prossimi anni un ulteriore incremento, dal momento che entro il 2030 si prevede un aumento del 25% delle persone con più di 80 anni. Per questo, già da tempo la distinzione tra autosufficienti e non autosufficienti ha perso significato e si preferisce parlare di profilo di bisogno socioassistenziale».
Il 16% “ad alta intensità assistenziale”, il 7% con demenze, solo l’11% è autosufficiente
Ebbene, nelle case di riposo regionali il 16% dei ricoverati è inserito nel pofilo A, ovvero “ad alta intensità assistenziale”, il 7% nel profilo B complesso (“disturbi comportamentali per la presenza di malattia dementigena”), il 35% è nel B (“media intensità assistenziale”), il 31% nel C (bassa intensità assistenziale) e solo l’11% rientra nel profilo E, ovvero “autosufficiente”.
Ancora. Il 30% degli ospiti delle strutture è sottoposto ad almeno un ricovero ospedaliero durante la permanenza in casa di riposo. Le dimissioni avvengono nel 71% dei casi per decesso (di cui il 36% si verifica in ospedale). Le liste d’attesa per entrare in casa di riposo al 30 giugno scorso erano di 1.955 persone, di conseguenza nel 2025 per ottenere un posto devono trascorrere 107 giorni.
Totalmente diversa la situazione nei 31 centri diurni operativi in regione, per un totale di 586 posti, di cui 13 (con 261 posti) dedicati esclusivamente a persone con Alzheimer: qui il tasso di copertura si ferma al 50%.
«Puntare sulla formazione del personale»
«Di fronte a questa situazione – prosegue Tassotti – le Asp rispondono innanzitutto mettendosi in rete, confrontandosi tra loro, cercando sinergie e soluzioni condivise. In particolare l’aspetto più importante è la formazione del personale. Per il futuro, la prospettiva per le Asp è quella di diventare sempre più “Centri servizi” pubblici, in rete con i Comuni, le Aziende sanitarie, i medici di Medicina generale, le farmacie e gli altri protagonisti della rete sul territorio, ad esempio per rafforzare l’assistenza domiciliare». Altro aspetto da potenziare, aggiunge Tassotti, sarà «la prevenzione, in collaborazione con le associazioni, per avvicinare le fragilità per tempo, il prima possibile. Per quanto riguarda, in particolare la montagna, un servizio da potenziare potrebbe essere quello del trasporto, così da avere una gestione utile ed efficace».
L’armadio farmaceutico
Tra i progetti avviati per migliorare il servizio, Tassotti ricorda quello dell’”Armadio farmaceutico”, ovvero un armadio robotizzato per la preparazione automatica, in dose unitaria e personalizzata per ogni ricoverato, della terapia giornaliera in forma solida, suddivisa per turno di somministrazione. Tale sistema è stato introdotto per ora nelle Asp di Cividale e Pordenone, consentendo alle due realtà di ottenere una “Menzione speciale” alla prima edizione del Bando Prospettiva salute 2025, a cui hanno partecipato oltre 70 progetti dall’intera regione.
Proprio in tema di terapie, nell’ultima riunione del Comitato direttivo di Federsanità Anci Fvg, il presidente Giuseppe Napoli ha parlato della campagna nazionale “Ricordati di stare bene”, promossa da Happy Ageing e Federsanità nazionale, dedicata alla sensibilizzazione dei cittadini per l’aderenza terapeutica. Essa rappresenta un pilastro della tutela della salute, ma una quota significativa di pazienti non segue correttamente le prescrizioni mediche, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, l’efficacia delle cure, con un incremento dei costi per il sistema sanitario. Per questo Federsanità ha trasmesso nei giorni scorsi una mail a tutti i 215 comuni del Friuli-V.G. per diffondere il materiale informativo.
I costi
Quanto costano le rette nelle case di riposo del Friuli-Venezia Giulia? Attualmente il prezzo medio per quanto riguarda le realtà private è di 80,63 euro al giorno. Più bassi i costi nelle case di riposo comunali, che si posizionano sui 59,12 euro al giorno. Nelle Asp (Aziende per i servizi alla persona) la retta media giornaliera è di 67,5 euro al giorno. Dati che portano la media regionale a 70 euro al giorno.













