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Cronaca

Castelmonte sotto il manto di Maria

Da 110 anni i frati cappuccini a custodia del santuario mariano tanto caro ai friulani. Santa Messa con l’arcivescovo Mazzocato martedì 15 agosto giorno dell’Assunta

«Fa’ che viviamo in questo

mondo costantemente rivolti

ai beni eterni”».

Ce lo ricorderà l’invocazione della liturgia della solennità dell’Assunzione, il 15 agosto. «Ossia: “Fa’che il nostro cuore tenda sempre più alle

“cose alte del cielo”, dove incontreremo Dio e la Madre santissima faccia a faccia». Lo speciale augurio arriva da Madone di Mont. A

rivolgerlo è p. Gianantonio Campagnolo, rettore del santuario mariano tanto caro ai friulani che quest’anno festeggia un

anniversario speciale: i 110 anni di custodia appassionata dei frati cappuccini. L’occasione sarà suggellata proprio il 15 agosto da una S.

Messa solenne alle ore 11.30, presieduta dall’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato.

Agosto è un tempo speciale per celebrare Maria – «l’Assunzione al cielo è il segno grandioso nel quale Dio Padre ha mostrato la

grandezza della sua misericordia e la sua fedeltà alla promessa. Maria Assunta è l’anticipazione di ciò che siamo chiamati ad

essere», sottolinea p. Campagnolo –, ma agosto, quest’anno, è anche tempo per fare memoria e lodare il Signore.

110 anni fa i primi frati

La prima fraternità di cappuccini si insediò a Castelmonte nell’estate del 1913, proprio 110 anni fa, ma la storia della presenza dei frati

minori nel cividalese ha radici ancor più antiche, ricorda p. Antonio Fregona, che per ben 18 anni ha prestato servizio a Madone di

Mont. A Cividale i frati minori cappuccini arrivarono infatti nel 1614 e si stabilirono in un piccolo convento accanto alla chiesa del

Redentore (San Pietro in Volti). Dalla celebre cittadina, i cappuccini salivano spesso a Castelmonte (a piedi scalzi, come scalzi

camminavano per le strade). Rimasero a Cividale per oltre 150 anni fino a quando furono costretti ad allontanarsi in seguito a

contrasti tra lo Stato pontificio e la Repubblica di Venezia. Fu su invito dell’arcivescovo mons. Anastasio Rossi che

rientrarono poi nel 1913, con l’incarico della cura del santuario di Castelmonte. P. Eleuterio Tonini, primo “custode” del santuario, giunse

da Rovigo il 6 settembre 1913 insieme al confratello fra Gottardo da Monte delle Botte, di Udine; i due furono raggiunti dopo

qualche giorno da p. Ulderico, anch’egli da Rovigo. Tra i tanti frati che si succedettero negli anni nella cura spirituale dei pellegrini,

p. Fregona ricorda in particolare p. Arcangelo da Rivai d’Arsiè (di Belluno, 1886-1953), vissuto e morto in concetto di santo, «persona

di eccezionale spiritualità» e «confessore ricercatissimo», e p. Emanuele Pettenuzzo, che risiedette a Castelmonte in più riprese e vi

trascorse come confessore gli ultimi 15 anni di vita (1996-2011), concludendo il cammino terreno a 100 anni compiuti.

Quale occasione migliore dell’Assunta per far memoria e rendere grazie a Maria. «Come non sentire la nostalgia dei primi tempi,

l’ardore dei primi frati – sottolinea p. Gianantonio attraverso le pagine dello storico bollettino “Madonna di Castelmonte” –,

l’entusiasmo e la cura per questo luogo così lontano dalla città, ma così vicino al cuore dei friulani…». Da allora, nonostante le

ristrettezze e le innumerevoli difficoltà, «i frati, in dialogo con l’Arcidiocesi di Udine, hanno profuso tanta cura per i pellegrini, hanno

amato Castelmonte fin dall’inizio e tuttora l’amano profondamente, non per le belle e antiche pietre, gli affreschi, i candelabri… ma

per la presenza speciale della Madre del Signore che qui da più di 1.500 anni continua amorevolmente ad accoglierci come figli ogni

volta che saliamo sul monte». «Questo agosto è perciò ancor più tempo di grazia e la grazia – conclude il rettore – non può essere

sprecata: viviamola in pienezza!».

Valentina Zanella

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