AgricolturaIn evidenza

Dall’agrivoltaico che protegge i vigneti alle colture sostenibili. L’agricoltura si trasforma

Grandinate, vento forte, piogge intense alternate a lunghi periodi di siccità. Secondo le stime degli esperti, in Italia si registra un aumento del 35 per cento nella frequenza degli eventi estremi, e un analogo fenomeno riguarda pure il territorio locale. Con il risultato che anche le colture friulane soffrono sempre di più. All’imprevedibilità del meteo si aggiunge quella, altrettanto critica, dei mercati, con l’impennata dei prezzi soprattutto di fertilizzanti e carburanti.
In che modo l’agricoltura può e deve reagire? Secondo Francesco Marangon, ordinario di Economia agraria all’Università degli studi di Udine, «deve farsi “snait” (così diremmo in friulano), ovvero smart, intelligente. L’agricoltore, cioè, oggi non può più limitarsi a coltivare: deve affidarsi all’innovazione e alla ricerca, cercare nuove strade».

Marangon ne ha parlato mercoledì 23 settembre ad Aquileia, nel corso del convegno “Lotta alla crisi climatica: dalla cattedra alla vigna”, ospitato alla Cantina Brojli e promosso nell’ambito del progetto Altera, “Alimentazione, linguaggi e territori per l’educazione verso la resilienza ambientale”, curato dall’impresa sociale Melius di Tolmezzo e finanziato con fondi Interreg Italia-Slovenia.
A confrontarsi, alla luce delle rispettive esperienze, c’erano anche Jana Èuk e Karmen Bizjak Bat, rispettivamente direttrice e responsabile dell’ufficio progetti dell’Istituto agricolo forestale di Nova Gorica, insieme a Erik Masten della Kmeèka Zveza e Franco Clementin della Cia Fvg, in rappresentanza del mondo agricolo. Un ampio servizio sul tema, a firma di Valentina Zanella, si può leggere sulla Vita Cattolica del 30 settembre 2026.

L’incontro ad Aquileia alla Cantina Brojli

Nell’articolo, tra l’altro, Marangon spiega che le difficoltà non interessano soltanto il settore vitivinicolo. «In autunno si seminano il frumento e l’orzo e non sono pochi gli agricoltori che in questi giorni si stanno chiedendo se valga la pena seminare o meno».

Qual è, dunque, l’alternativa? Secondo l’economista, è possibile trasformare questa crisi in un’opportunità. La strada da percorrere è quella di un’agricoltura multifunzionale, capace cioè di produrre, oltre al cibo, anche altri beni e servizi. E a tal proposito cita l’esempio dell’agrivoltaico. «Che non vuol dire necessariamente consumo di suolo, anzi. La produzione di energia rinnovabile in questo caso viene realizzata in modo tale da non contrastare con le attività agricole». L’Università di Udine, spiega Marangon, sta svolgendo interessanti studi su un innovativo impianto di Palazzolo dello Stella (dell’azienda agricola Weldan di proprietà di Walter Bagnarol), monitorato pure dall’Ersa e da Ape, l’Agenzia per l’energia del Friuli-Venezia Giulia, nel quale i pannelli per la produzione di energia sono posti sopra i filari di viti, per valutare anche gli effetti di protezione sulla coltura stessa.

Articoli correlati