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L'editoriale

Grazie, sacerdoti!

Pensando agli albori della nostra Chiesa friulana, ci vengono in mente senz’altro i Santi Ermacora e Fortunato, nostri patroni. E martiri: per testimoniare la fede hanno dato la vita. Grazie alla loro fedele testimonianza è nata la nostra Chiesa di Dio che è in Friuli.

Ai giorni nostri non succede più – perlomeno qui da noi, in altri Paesi purtroppo accade anche oggi – che gli uomini di Dio vengano uccisi per odio alla fede. Partire dal martirio per parlare dei sacerdoti friulani può quindi apparire un po’ esagerato. Eppure, anche qui in Friuli ci sono sacerdoti che donano la loro vita, non nella morte ma vivendo: vivendo per Cristo, per la Chiesa. Per noi Cristiani. Credo che tutti abbiamo conosciuto sacerdoti che si sono spesi, consumati senza risparmiare nulla per dare tutto nel loro ministero. Si sono rovinati la salute, ma, anche ammalati, finché hanno potuto hanno annunciato il Vangelo. Credo che tutti conosciamo preti che imitano gli apostoli non solo spiritualmente, ma anche sotto un aspetto molto pratico: talmente presi dai loro impegni pastorali, a volte succede che non abbiano nemmeno il tempo di cenare (Mc 6,31). Tutti vediamo che i nostri parroci, silenziosamente e umilmente, combattono delle vere battaglie nella quotidianità. A volte facendo salti mortali per tenere aperti e vivi chiese e santuari, ma anche asili e oratori, gruppi giovanili e attività caritative, iniziative culturali e feste tradizionali. Faticano, ma non rinunciano ad annunciare la Parola, a farsi vicini a tutti, a dare ascolto a tutti.

In questi giorni stanno per essere ordinati tre nuovi giovani sacerdoti. Ed è anche il periodo in cui tanti presbiteri festeggiano, con le loro comunità, gli anniversari della loro ordinazione. I più anziani vantano anche sessant’anni e più di vita donata al nostro servizio. È un buon momento dunque per ringraziarli: sia quelli che stanno per iniziare proprio adesso la loro vita al servizio della Chiesa, sia quelli che li hanno preceduti.

Per prima cosa rendiamo grazie a Dio che ci ha fatto il dono del loro sacerdozio e del loro servizio; è Dio il protagonista, Lui che ci ha amati per primo, ed è stato Lui a chiamarli. Ma proprio perché ci ama, ci lascia liberi di rispondere o no, e sono stati loro, i nostri sacerdoti, ad ascoltare la Sua voce nel loro cuore e a fidarsi e affidarsi a Lui. Sono stati loro a rispondere con un “sì!”. La nostra gratitudine quindi va anche a loro, che ci donano la loro fede, i loro talenti, le loro energie.

Senz’altro è bello esprimere a voce ai sacerdoti la nostra gratitudine; tanto più se questo ringraziamento esplicito viene da noi Friulani, che, si dice, siamo poco portati ad esprimere i nostri sentimenti… Ma, anche e proprio perché Friulani, possiamo, e io credo che dovremmo, manifestare la nostra gratitudine con i fatti. Se gli uomini di Dio sono un dono per noi, penso che un regalo importante per loro è la vicinanza, l’affetto delle loro comunità. Proprio a motivo della vita che hanno intrapreso, rinunciando a tante altre scelte, hanno bisogno di sentire che stiamo accanto a loro come loro stanno accanto a noi. La preghiera per i sacerdoti di don Tonino Bello dice tra l’altro: “Spirito del Signore, dono del Risorto agli apostoli del cenacolo, gonfia di passione la vita dei Tuoi presbiteri. Riempi di amicizie discrete la loro solitudine. Confortali con la gratitudine della gente, con l’olio della comunione fraterna.” Perciò, se possiamo, diamo loro una mano, stiamo loro accanto. Sarà questo il nostro modo, e forse il più bello, di dire: grazie, cari sacerdoti!

Michele Armellini
Direttore del Consiglio pastorale diocesano

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