I nove alberi previsti nel progetto per la riqualificazione di piazza San Cristoforo, approvato dal Comune di Udine, sono troppi. È il parere di Antonio Stampanato, udinese, architetto del paesaggio.
«Prima di prevedere la piantumazione di un albero – afferma Stampanato – è necessario capire qual è lo spazio in cui potrà svilupparsi in alto e sotto terra. Il problema della proposta per piazza San Cristoforo è proprio che sono state previste troppe piante e troppo grandi per lo spazio a disposizione. Gli aceri e frassini di cui si è parlato hanno una prospettiva di crescita intorno ai 10-12 metri, quindi con 10 metri di chioma, e soprattutto hanno bisogno di spazio sotto terra. Per questo la scelta è inopportuna: spendiamo ora dei soldi per trovarci tra 10-20 anni con piante sofferenti». «Mi auguro – aggiunge Stampanato – che in corso d’opera, una volta affidata la gara, si possa porre rimedio a questa scelta. Una proposta migliorativa potrebbe essere scegliere delle specie di dimensioni più ridotte, di altezza massima di 5-6 metri, oppure destinare quello spazio ad un’unica pianta grande».
Al di là di questo, però, Stampanato contesta la politica del verde del Comune: «Vedo la tendenza a incentrare risorse importanti su progetti piccoli e molto visibili, che costano molto per metroquadrato, ma restituiscono poco in termini ambientali». Il riferimento è, appunto, a piazza San Cristoforo, il cui cantiere ammonterà a 1,6 milioni di euro, e a piazza Garibaldi (900 mila euro). «Le immagini satellitari ci dicono che a Udine le aree verdi sotto l’ettaro sono più calde della media cittadina. I benefici si hanno solo sopra i due ettari di superficie verde. Il verde, infatti, funziona, ai fini dell’abbassamento delle temperature, quando è esteso e crea una rete. Per questo converrebbe lavorare su superfici ampie, anche lontano dal centro, e poco visibili, grandi piazzali dove un intervento di depavimentazione potrebbe avere benefici in termini di gestione meteorica e per far crescere la vegetazione». Un esempio? L’area del mercato di viale Vat, dove Stampanato ha immagina una corsia centrale verde. «L’area ha una grande superficie pavimentata che incide molto in termini di surriscaldamento. Essa meriterebbe un trattamento che ne migliorasse le condizioni nelle giornate di mercato e la facesse divenire uno spazio godibile per i residenti anche in altre fasce settimanali».
In generale, conclude l’architetto, «servirebbe un intervento più sistemico preceduto da un piano del verde. Il documento che esiste al momento, è un piano che rappresenta un buon punto di partenza, ma è solo un atto di indirizzo. E attualmente il censimento degli alberi comunali copre un albero su quattro e sulle superfici a verde manca un inventario per tipologia. Senza questi strumenti non si può programmare e si rischia di rincorrere l’emergenza».












