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L’Arcivescovo ai volontari della carità: «Per leggere la realtà di oggi serve un’intelligenza spirituale»

«Renzo ne “I promessi sposi” fa esperienza dell’amore di Dio, allora è più propenso a mettersi al servizio degli altri. Per fare questo, però, ci vuole un’intelligenza spirituale, ossia la capacità di leggere la realtà sotto la guida dello Spirito». È con una citazione manzoniana che mons. Riccardo Lamba si è rivolto ai volontari della carità e alle consacrate presenti in gran numero lunedì 5 ottobre in Cattedrale a Udine, nella Messa che l’Arcivescovo ha voluto celebrare con particolare solennità nella memoria liturgica di San Luigi Scrosoppi. Numerosi anche i preti presenti.

Una Cattedrale, appunto, che si è vestita a festa per ricordare quel figlio illustre della Chiesa udinese la cui grandezza è dovuta al profondo respiro di carità. Un’occasione, dunque, per rinsaldare le radici tra preghiera e carità, tra la mensa eucaristica e le mense a cui siedono le persone bisognose che bussano alle porte delle varie comunità cristiane. E quell’intuizione, “intelligenza spirituale”, per nulla banale, che consente una «particolare lettura della realtà che può avvenire solo nella preghiera», ha affermato l’Arcivescovo. «San Luigi Scrosoppi ha potuto vivere questa dimensione di carità perché era un uomo di preghiera. In questo modo, ha saputo riconoscere la presenza reale di Cristo nei fratelli e, soprattutto, nelle sorelle bisognose della sua epoca. La realtà cambia – ha affermato ancora mons. Lamba -, ma il dinamismo della carità può essere comune a tutti per vivere quella stessa carità nelle famiglie, nelle scuole, nel lavoro, nelle comunità».

Le parole di mons. Lamba si sono depositati, come rugiada, nei cuori dei presenti: chi alle prese con numerosi servizi di carità, chi invece con la mente ai prossimi appuntamenti in Parrocchia, chi – ancora – con lo sguardo stanco dopo una giornata di lavoro. Non importa: il sorriso di San Luigi Scrosoppi, la cui grande icona era posta accanto all’altare e quasi provvidenzialmente sotto al crocifisso, unito alle parole dell’Arcivescovo, è stato il lenitivo per ogni fatica. E la consapevolezza che la carità vera, quella radicata in Gesù, è realmente possibile. «Credo sia molto bello, oggi, celebrare la festa di San Luigi Scrosoppi chiedendo al Santo che interceda per noi e ci aiuti a vivere una vita interiore sempre più profonda, alimentando un rapporto personale con Gesù Cristo – ha concluso Lamba -, per poter leggere la realtà di oggi con gli occhi di Dio e donare agli altri la carità di cui noi stessi siamo stati beneficiati»

Al termine della Messa, l’Arcivescovo ha consegnato ai presenti una copia del Messaggio che ha voluto rivolgere alla Chiesa udinese per l’anno 2026/2027, un testo che ha proprio la cura al centro delle sue riflessioni e delle sue proposte.

G.L.

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