News

L’esperta: «Mente in forma? Si può, a qualsiasi età». Incontro sul tema all’Opera Pia Coianiz di Tarcento

Mantenere il cervello attivo dopo una certa età è un’illusione o una possibilità? Si può contrastare il naturale rallentamento cognitivo e proteggere la memoria a lungo e breve termine? E come farlo? «Sul tema tengo a sfatare subito una falsa credenza. Invecchiare non è sinonimo di declino cognitivo. Questo si osserva in condizioni di invecchiamento patologico, come ad esempio nella demenza di Alzheimer, in quella frontotemporale o vascolare. Sono condizioni che non fanno parte dell’invecchiamento sano, ma caratterizzano quello patologico. Non è stato ancora individuato il farmaco che possa guarire da questa patologia, ma si sa per certo che lo stile di vita è un fattore protettivo, lo scudo più potente che abbiamo nelle nostre mani per contrastare il declino cognitivo». A parlare è la neuropsicologa Sara Boscarol che, sabato 11 aprile, alle 15, allo Spazio artistico culturale dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Opera Pia Coianiz” di Tarcento, nell’ambito del progetto “Pomeriggio culturale”, ideato dalla struttura per i propri ospiti e aperto anche a tutta la cittadinanza, sarà relatrice dell’incontro dal titolo “Allenare la mente. Strategie e suggerimenti per mantenere la mente attiva”.

Sara Boscarol

Dottoressa, ci spiega cosa si intende per declino cognitivo?
«Si intende una riduzione dell’efficienza delle nostre funzioni cognitive che sono le abilità mentali che ci sostengono nella nostra quotidianità: la memoria, l’attenzione, il liguaggio, il ragionamento, l’orientamento… Quando c’è un declino cognitivo queste abilità smettono di funzionare come prima, quindi per la persona diventa sempre più difficile svolgere in maniera autonoma le attività di sempre. In questi casi è essenziale rivolgersi ad uno specialista».

Un “allenamento” può aiutare? Lei ha già fatto accenno allo stile di vita…
«Per promuovere un invecchiamento in salute è necessario avere uno stile di vita ricco di stimoli ed esperienze. Mi riferisco alle attività che tengono la nostra mente attiva: questo vale per tutti ed ancora di più per chi è affetto da decadimento cognitivo perché permette di rallentare la progressione della malattia».

Quali sono, dunque, le strategie e i suggerimenti per mantenere una mente attiva?
«Spesso le persone tendono ad immaginarsi chissà quali modi difficilissimi per stimolare il cervello, tra partite a scacchi interminabili, rompicapo piuttosto complicati… In realtà non è così. È, invece, essenziale introdurre nella quotidianità qualcosa di nuovo, una piccola novità che ci metta nelle condizioni di dover imparare qualcosa che non sappiamo fare o che non conosciamo bene».

Facciamo qualche esempio pratico?
«Invece di cucinare le lasagne e il pasticcio sempre allo stesso modo, proviamo una ricetta con una piccola variante. Anziché raggiungere il supermercato facendo sempre la stessa strada, proviamo a percorrere una diversa. Evitiamo cioè di andare avanti con il pilota automatico, sforzandoci invece di reclutare tutte le risorse del nostro cervello. Ciò è di certo stimolante e allenante per la mente».

È vero che per mantenere il cervello in forma bisogna iniziare ad allenarsi mentalmente il prima possibile, senza aspettare l’età avanzata?
«Prima si comincia, meglio è. Ed è fondamentale partire dalle basi, quindi, dallo stile di vita: un buon sonno, un’alimentazione sana e varia, attività fisica e attività stimolanti per la mente. Quindi, dedicarsi alle proprie passioni, imparare, come dicevo prima, qualcosa in cui non siamo esperti. Se si è grandi appassionati di enigmistica, lasciare il cruciverba che si fa da 20 anni e trovarne uno più stimolante, con regole nuove, ad esempio. Oppure vedere qualche film complesso che richieda molta attenzione, o fare un corso legato all’utilizzo del cellulare. Di tutto ciò non beneficia solo la salute del cervello, ma la salute mentale in generale, a partire dall’umore»…

L’intervista completa, a firma di Monika Pascolo, è pubblicata sul numero dell’8 aprile 2026 del settimanale “la Vita Cattolica”.

Articoli correlati