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Magnifica humanitas e impegno sociale: Arcidiocesi e Università insieme per «costruire insieme la città»

«Costruiamo insieme la città». Non si parla di edilizia, ma di un presente tutto da costruire. È il titolo, infatti, di un convegno che l’Arcidiocesi di Udine proporrà giovedì 8 ottobre (ne parliamo a fondo pagina), appuntamento di apertura di due itinerari formativi: la Scuola di politica ed etica sociale (Spes) e il ciclo autunnale di incontri della Scuola cattolica di cultura e del Movimento ecclesiale di impegno culturale. Una sinergia all’insegna della Magnifica humanitas, l’enciclica di Papa Leone XIV che farà da sfondo a un incontro che prevede il dialogo tra il magnifico rettore dell’Università di Udine, prof. Angelo Montanari, e l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba. Ma anche un intervento di don Maurizio Girolami, preside della Facoltà teologica del Triveneto con sede a Padova. «Nella sua enciclica, il Papa pone a confronto due modelli di città» ha spiegato don Girolami ai microfoni di Radio Spazio; «C’è Babele, che nel Libro della Genesi giunge alla fine del grande ciclo sulla creazione, e Gerusalemme nel momento in cui il suo popolo rientra dall’esilio a Babilonia e necessita di ricostruire la città».

Perché riprendere questa immagine biblica?

«Il problema di Babele è la potenza, la voglia di essere indipendente e autonoma da Dio. Come dice il testo, Babele è caratterizzata dalle “uniche parole”. L’enciclica è dedicata a custodire l’umano nel tempo dell’intelligenza artificiale, dunque c’è il rischio che i nostri linguaggi, il nostro modo di comunicare, di commerciare, di stare con gli altri, sia solo dettato dall’unico linguaggio dell’algoritmo. Dunque da poche persone, coloro che “comandano” l’intelligenza artificiale. Sarebbe una città che mette a repentaglio la diversità umana.»

…invece c’è un altro modello di città: Gerusalemme.

«Gerusalemme doveva essere ricostruita da capo. Nel Libro di Neemia, il protagonista fu capace di valorizzare tutte le forze presenti in campo, per cui ogni abilità, ogni competenza, ogni buona volontà fu parte un grande cantiere di costruzione della città. L’uso di queste due immagini bibliche serve proprio a dire che dove si vuole avere un pensiero unico, alla fine tutti fanno le stesse cose; dove, invece, si vuole costruire la città dell’uomo, bisogna creare le condizioni perché ciascuno faccia la sua parte con la sua originalità. È un messaggio certamente molto forte.»

Traduciamo in attualità. Cosa significa «costruire insieme la città» oggi?

«Il Papa dà indicazioni molto concrete; mi piace ricordare innanzitutto due elementi. Uno è il senso del limite: rischiamo di dimenticarci che tutto deve crescere nel tempo, invece l’accelerazione è la legge fondamentale non solo dell’economia, ma anche della conoscenza. Invece, essendo creature, siamo segnati nel limite, che non è una sfida da superare, ma un luogo dove la vita prende senso. Lo ha ricordato anche il Papa in questi giorni in Francia. In secondo luogo, dal punto di vista politico, il Papa ricorda come gran parte dei nostri problemi siano basati su una crisi del multilateralismo. E quando c’è crisi nel multilateralismo, si mettono dei limiti alla democrazia: se la logica è affermare il proprio potere contro gli altri, le democrazie non solo si indeboliscono, ma rischiano di sparire.»

Alcuni affermano che Magnifica humanitas è un testo ricco di belle intenzioni che difficilmente possono realizzarsi. Cosa può fare la Chiesa, fin dalle più piccole comunità?

«Il Papa invita innanzitutto a un sano realismo, a non lasciarsi illudere da falsi pragmatismi o falsi idealismi. Citando “Il Signore degli Anelli”, il Papa dice che quando abbiamo a che fare con una realtà molto più grande di noi che ci soverchia, “il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo”. In fondo, lo sguardo del cristiano è lo sguardo del Vangelo, che sa accogliere la forza dinamica e potente del piccolo seme. C’è bisogno di coltivare fiducia in un bene che non sarà mai scenografico e spettacolare: è lo sguardo dello stupore di chi vede che le piccole cose sono resistenti a qualsiasi male e possono crescere anche in mezzo a situazioni drammatiche.»

Le voci del convegno dell’8 ottobre: don Maurizio Girolami, prof. Angelo Montanari, mons. Riccado Lamba

Il convegno dell’8 ottobre: «Costruire insieme la città»

Giovedì 8 ottobre alle 17.30 nell’aula 1 del polo universitario di via Tomadini 30 a Udine, l’Arcidiocesi propone il convegno «Costruiamo insieme la città». L’incontro aiuterà i partecipanti a entrare nella moltitudine di temi proposti da Magnifica humanitas, l’enciclica di Leone XIV. L’evento sarà anche l’avvio della SPES e della Scuola cattolica di cultura.

Ad aprire il convegno sarà un’introduzione di don Daniele Antonello, direttore de La Vita Cattolica e Radio Spazio, cui seguirà la lectio magistralis «Gerusalemme o Babele: che città stiamo costruendo?» a cura di don Maurizio Girolami, preside della Facoltà teologica del Triveneto con sede a Padova. Nella seconda parte, il direttore della Scuola diocesana di Politica ed Etica Sociale, prof. Luca Grion, modererà un dialogo tra il magnifico rettore dell’Università di Udine, prof. Angelo Montanari, e l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba.

La partecipazione al convegno non richiede iscrizione ed è libera e gratuita (fino all’esaurimento dei posti in sala).

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