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Medio Friuli e Friuli centrale. Tumuli e castellieri, gioielli da valorizzare per 17 Comuni

Prende forma l’iniziativa culturale e di valorizzazione turistica nata per mettere in rete e promuovere il ricco patrimonio archeologico protostorico della regione, raccontando una parte fondamentale della storia del Fruli-V.G. È stato, infatti, presentato di recente – nella sede della Regione a Udine – lo studio di fattibilità per la concretizzazione del progetto “Terre dei Castellieri” che coinvolge ben 17 comuni.

Si tratta di Basiliano, Campoformido, Castions di Strada, Codroipo, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Lestizza, Meduno, Mereto di Tomba, Montereale Valcellina, Pozzuolo del Friuli, Rive d’Arcano, Sedegliano (Comune capofila, presente la sindaca Debora Donati che ha presieduto la riunione), Spilimbergo e Udine che, insieme alla Regione, all’Università di Udine, a Banca 360 Credito Cooperativo Fvg e alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli-V.G., si sono ritrovati allo stesso tavolo per sottoscrivere un protocollo d’intenti.

L’idea alla base dell’iniziativa è mettere in campo una formula che valorizzi in maniera coordinata il patrimonio archeologico della protostoria della regione, in particolare puntando l’attenzione sulla rete di tumuli e castellieri tra Medio e Friuli centrale. Progetto che si collega alla proposta di candidatura Unesco con fulcro nel colle di Udine.

«La sfida – ha commentato Mario Anzil, vicepresidente della Regione con delega alla Cultura – è trasformare questo patrimonio in un sistema capace di parlare a pubblici diversi, attraverso la ricerca, la divulgazione, la didattica e il turismo culturale». Nello studio di fattibilità tecnico-economico, elaborato da un Comitato che comprende tutti i soggetti coinvolti, è prevista la realizzazione di una struttura museale a Basiliano. Lo studio di archiettura “a-fact” ha presentato la proposta del percorso espositivo dove troveranno collocazione anche reperti archeologici relativi al periodo protostorico, saranno presenti ricostruzioni digitali, con un “racconto” che terrà conto anche degli esiti delle ricerche scientifico-archeologiche.

Monika Pascolo

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