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Regione

Missione friulana in Argentina per far ritornare i discendenti degli emigranti

Dal 25 gennaio al 3 febbraio, una delegazione guidata dall’Ente Friuli nel Mondo e dal Comune di Udine – e composta da rappresentanti delle categorie economiche, del mondo della formazione universitaria e professionale oltre che dall’Arcidiocesi di Udine – sarà in visita in Argentina sia per rinnovare il gemellaggio con la città di Resistencia – fondata da coloni friulani nel 1878 – sia per incontrare realtà del mondo economico, ma anche della formazione con l’obiettivo di rinsaldare i legami con i discendenti degli emigranti friulani ed eventualmente favorirne un rientro nella terra dei progenitori.

All’argomento La Vita Cattolica in edicola questa settimana dedica un servizio speciale di due pagine.

Il programma

La visita inizierà il 25 gennaio con l’arrivo a Buonos Aires, la visita al Fogolâr di Castelmonte, alla periferia della capitale, e al Santuario dove da 55 anni viene venerata una statua che è copia di quella della Madonna di Castelmonte. Qui verrà celebrata una Santa Messa dal Vicario generale e dal parroco, il missionario friulano don Claudio Snidero, che dirige anche una scuola professionale con oltre un migliaio di studenti. La delegazione, poi, sarà ospite del Fogolâr Furlan Florenicio Varela e delle scuole di formazione primaria e secondaria guidate da un altro sacerdote friulano, don Leonardo Della Picca, dove, tra l’altro, si insegnano anche l’italiano e il friulano.
Nelle giornate successive sono previsti incontri con il Consolato, con la Diocesi di San Martin, con la Camera di Commercio e con rappresentanti dell’Università italiana di Rosario.

Gli obiettivi

«L’intento – spiega il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop – è quello di offrire ai giovani italo e friulano-discendenti delle possibilità di formazione, ma anche sbocchi professionali in Friuli, terra che in questo momento soffre di una grave carenza di manodopera. L’ampiezza della delegazione che visiterà l’Argentina – prosegue Iacop – è indicativa di come la questione dei rientri dei friulani dall’estero e, più in generale, dell’acquisizione di professionalità dall’esterno della nostra regione sia un tema molto sentito. Il viaggio sarà un’occasione per presentare in Argentina una proposta organica con diversi profili di formazione professionale e di opportunità imprenditorali e di alta formazione universitaria. Tutto ciò è possibile grazie alla presenza ancora organizzata dei nostri Fogolârs furlans, che in Argentina sono 25, collocati dal nord al sud del paese».

Il 30% conosce la lingua friulana

Tutto ciò grazie al fatto che il legame dei discendenti degli emigrati friulani in Argentina con la loro terra d’origine è molto forte. A dirlo è anche la ricerca condotta dall’Università di Udine sulle dinamiche linguistiche, identitarie e socioculturali delle comunità friulane all’estero. Da essa risulta che il 30% dei 140 intervistati ha una conoscenza passiva del friulano, il 15% circa lo parla, pur rappresentando la quinta generazione rispetto a coloro che sono partiti dal Friuli. Ma anche tra coloro che non capiscono più la lingua dei propri progenitori, il sentimento di «friulanità» si mantiene e si tramanda, in un modo talmente forte «da essere difficile da spiegare», spiega Francesco Zuin, ricercatore di Glottologia e Linguistica all’Università di Udine e coordinatore, assieme a Raffaella Bombi, della ricerca.

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