Con il teatro, la musica ed anche con il circo racconteranno la paura i 41 spettacoli proposti dall’edizione 2026 di Mittelfest a Cividale, la 35ª, in programma da giovedì 16 a domenica 26 luglio. «Mi piaceva affrontare di petto questo tema – ha raccontato il direttore artistico Giacomo Pedini, ai microfoni di Radio Spazio, intervistato da Marta Rizzi –, una grande emozione primaria, con l’idea, però, di cavalcarla e di vincerla. Al fondo delle nostre paure ci sono anche i nostri desideri. Per questo il grande auspicio che Mittelfest vuole regalare al suo pubblico è quello di trovare sempre una luce al fondo del tunnel della paura».
Giovedì 16 luglio
In tema sarà la prima alzata di sipario. Avverrà giovedì 16 luglio, alle ore 20, nella chiesa di Santa Maria dei Battuti, con la prima assoluta de “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, con Fabio Condemi e Christian La Rosa, una storia «che è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti gli incubi», incentrata sul tema del rapporto tra bene e male.
Subito dopo, alle ore 19.30, nella chiesa di San Francesco, la compagnia olandese De Dansers porterà in scena “Hold Your Horses”, concerto danzato su musica dal vivo che racconta, tra corpi che si aggrappano e chitarre percosse, «il bisogno di sicurezza in un mondo che corre al galoppo». E alle 21.30, piazza Duomo diventerà il palco di “Form fear to light”, il concerto di Vasko Vassiliev, primo violino della Royal Opera House di Londra, con il Covent Garden Solist quintet, un percorso che dal barocco di Vivaldi arriva al tango argentino, passando per Brahms e la tradizione balcanica, un «itinerario emotivo che parte dalla paura e sospinge il pubblico fino alla luce», spiega Pedini.
Sabato 18 luglio
Sabato 18 luglio, alle 20, al Teatro Ristori, debutta in prima assoluta “Bébi. Il primo amore”, con Andrea Bosca diretto da Giacomo Pedini, dal romanzo di Sándor Márai: è il racconto di un professore, due studenti e una gerarchia di sguardi e desideri inespressi.
La giornata si chiude alle 21.30 in Piazza Duomo con “Mozzafiato!”, il circo, a ingresso libero, di Sophie Zoletnik e Lennart Paar sotto una cupola geodetica.
Nel segno del circo
E proprio il circo è una delle particolarità introdotte da Pedini e che quest’anno assume un significato particolare. «Il circo – spiega il direttore artistico – è una delle discipline del teatro che tiene di più con il fiato sospeso, collegata quindi con la paura: affronta i timori, gioca con il rischio, ma apre anche a possibilità e risultati fantasmagorici».
Domenica 19 luglio
Domenica 19 luglio il Teatro Ristori ospita alle 19.30 la prima nazionale di “Chi perdona” di Jeton e Blerta Neziraj, una coproduzione internazionale che mette a confronto le riconciliazioni del dopoguerra in Kossovo e nel Sudafrica post-apartheid, interrogandosi su cosa significhi perdonare oggi.
Alle 21.30 Piazza Duomo si accende con “Lumen”, prima nazionale di Dagadana: canti rituali slavi, musica polacca e ucraina, elettronica e art pop in un concerto costruito attorno all’idea di luce.
Mercoledì 22 luglio tocca ai Romano Drom con Prikezhia, altra prima nazionale: i gipsy-valacchi ungheresi portano l’energia contagiosa e i ritmi senza confini della Mitteleuropa in un mix malinconico e travolgente, una fusione di strumenti tradizionali a corda e a percussione con la batteria e il basso moderni.
L’edizione 2026 di Mittelfest sarà quella che segna la conclusione dei due mandati di direzione artistica di Pedini. Quale l’eredità di questi sei anni al festival? «Il pubblico che siamo riusciti ad avvicinare. Mittelfest vive di questo», risponde Pedini.















