Il passato insegna che il futuro è imprevedibile, intanto il presente desta crescente preoccupazione. In questo scenario, la mente ci accompagna come organo di controllo, teso a ridimensionare l’ignoto al noto, per tentare di liberarci dalla paura di ciò che non sappiamo e di ciò che non è nelle nostre mani. Ma cosa accadrebbe se, invece, osassimo mettere fino in fondo gli occhi nel buio? Da queste premesse parte l’esplorazione del tema “Paura”, che darà linfa alla 35ª edizione di Mittelfest – festival multidisciplinare di teatro, musica, danza e circo di riferimento per l’area Centro-europea e balcanica, con sede a Cividale del Friuli. Unendo linguaggi, generi e stili diversi, Mittelfest cercherà, dunque, di esplorare gli abissi, nascosti dietro il quotidiano; le storie sepolte sotto la superficie di eventi che non possiamo guidare. E lo farà con affacci nei classici, nella Storia e nei suoi racconti, unendo, per il sesto anno, al festival più grande il “giovane” Mittelyoung.
Così il direttore artistico di Mittelfest, Giacomo Pedini, spiega il tema che lo ha ispirato per il suo ultimo programma: «La paura: sta tutta nelle attese, in ciò che si immagina sarà. La paura è l’emozione primaria che anticipa gli eventi, non li segue. Se la paura che si annida nei nostri pensieri, venisse superata dalle nostre azioni, un qualche miracolo magari si rivelerebbe. Invece di fuggirla, perché non seguire ogni paura fin dove ci spinge? Perché non accettare le sue avventure?».
I due festival internazionali saranno in scena rispettivamente dal 14 al 17 maggio, Mittelyoung, dal 16 al 26 luglio Mittelfest, mentre lungo tutto l’arco dell’anno Mittelfest prosegue sotto il nome di Mittelland, con eventi che danno continuità al festival e lo identificano come ponte tra collaborazioni europee e realtà del territorio.
In numeri, i due festival metteranno in scena complessivamente 41 titoli, coinvolgendo artisti e artiste da 21 diversi Paesi della Mitteleuropa, dei Balcani e limitrofi e da altri Paesi del mondo (Italia, Paesi Bassi, Francia, Polonia, Germania, Argentina, Croazia, Sudafrica, Macedonia del Nord, Portogallo, Norvegia, Serbia, Ungheria, Kosovo, Bulgaria, Repubblica Ceca, Lettonia, Slovenia, Svizzera)
Nel dettaglio, Mittelfest quest’anno avrà 32 progetti artistici – 17 musicali, 7 teatrali, 4 di danza e 4 di circo -, a cui si aggiungeranno i 3 spettacoli selezionati da Mittelyoung, per 19 prime assolute e italiane. Mittelyoung ospiterà i 9 spettacoli usciti vincitori dal bando concluso lo scorso febbraio con 238 candidature giunte da tutta Europa: 2 di teatro, 3 di musica, 2 di danza e 2 di circo, in rappresentanza di 7 diverse nazionalità.
Il programma
L’edizione 2026 di Mittelfest, l’ultima del mandato del direttore artistico Giacomo Pedini, vedrà il taglio del nastro ufficiale sabato 18 luglio alla Chiesa di San Francesco.
Il sipario si alzerà già dal 16 luglio con vari appuntamenti, tra cui il tradizionale Premio Adelaide Ristori, in memoria dell’attrice cividalese, che ogni anno premia protagoniste della scena nazionale.
Tra i grandi eventi in calendario, spiccano “Una Traviata da cortile” lunedì 20 luglio, rivisitazione della Traviata di Verdi – a sua volta tratta dalla “Signora delle Camelie” di Dumas figlio – in versione popolare, scritta e interpretata da Alessandro Baricco, presso Azienda Zorzettig, con seguito di assaggi enogastronomici friulani. “Era di maggio” in scena sabato 25 luglio è, poi, l’omaggio di Mittelfest ai 50 anni del terremoto in Friuli: una scrittura di Flavio Santi con la musica dell’Orchestra Corelli, che unisce, in prima assoluta, le tradizioni popolari sull’“Orcolat” a memorie storiche, con una generosa interpretazione di Alessio Boni. “Esploratori o geografi? Due visioni per comprendere il mondo”, invece, il 26 luglio, è un’altra prima, che vede la produzione di 5th Element, con la collaborazione di Mittelfest e Ravenna Festival: partendo dal “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, mette in scena varie prospettive di percezione della realtà: quella dell’esploratore Alex Bellini, accompagnato dalla musica di Luca Lagash, dei Marlene Kuntz, fino a quella virtuale dell’intelligenza artificiale. Ma ricordiamo qui anche un evento gratuito che Mittelfest offre ai propri spettatori, in Piazza Duomo (come i due eventi precedenti, che arriva in anteprima dall’Ungheria: si tratta di “Mozzafiato! (Don’t forget to breath!)” di Sophie Zoletnik e Lennart Paar, in cui due circensi respirano e si muovono sotto una cupola geodetica, trasformando il ritmo del respiro stesso in movimento e la paura in fiducia.
Ma tutto il programma di Mittelfest 2026 è disseminato di spettacoli originali.
Iniziando dagli spettacoli di Teatro in calendario, diverse sono le proposte inedite, con molti grandi nomi della scena nazionale.
Si parte con “Lo strano caso del dottor Jeckyl e del signor Hyde” (16 – 18 luglio) diretto da Fabio Condemi, con Cristian La Rosa, per la drammaturgia di Federico Bellini e la drammaturgia delle immagini di Fabio Cherstich. Una prima assoluta per ripercorrere la storia di Mr Hyde, che rappresenta la corporeità, il desiderio, la trasgressione che Jekyll occulta sotto una vita dedicata alla ragione, mostrando insieme due facce di tutti noi.
Un debutto assoluto anche “Bébi. Il primo amore”, tratto dal romanzo omonimo di Sándor Márai, con Andrea Bosca diretto da Giacomo Pedini, in scena il 18 luglio, una coproduzione di Mittelfest e Bam Teatro. La storia narra di un anonimo professore di mezza età e di due suoi allievi: Madár, brillante, inquieto, dei bassifondi, e Bébi, appartenente a un ambiente sociale elevato. In un crescendo di tensione, vissuta nelle percezioni del professore, entriamo in meandri di desideri ambigui e proibiti.
Jeton e Blerta Neziraj, il primo autore l’altra regista di Qendra Multimedia, ritornano a Mittelfest il 19 luglio con una nuova, necessaria, coproduzione internazionale (Kosovo, Sudafrica, Macedonia del Nord, Italia, Portogallo, Norvegia, Francia), ancora una prima, sul tema della riconciliazione: “Chi perdona (Under the shade of a tree I sat and wept)”, uno spettacolo che apre una riflessione sul perdono come mezzo di guarigione sociale, a partire dalle vicende che videro, nel 1990 in Kosovo e nel 1995 in Sudafrica, l’istituzione di forum pubblici per riconciliare antiche faide e superare l’apartheid.
Il 22 luglio arriva dalla Croazia “Son, Mother and Father sit at a table in silence” – una prima nazionale di Ivor Martinić e Aleksandar Švabić, di ZKM Theatre, che ci mette di fronte a una domanda tagliente: se dovessi tenere in vita solo uno dei tuoi figli, quale sarebbe? Tra dialoghi intensi, amari e al contempo incredibilmente divertenti, un figlio, una madre e un padre analizzano la loro famiglia, di fronte a questa scelta e a un’imminente catastrofe.
Quindi, il 23 e 24 luglio, il programma segue con “Una madre coraggio”, riscrittura da Bertold Brecht di Michele Santeramo, in forma di monologo per una grande interprete come Laura Marinoni, diretta da Gianluca Barbidori, con il fine di instaurare un rapporto diretto con lo spettatore, a cui parrà di incontrare davvero Anna Fierling, la “madre coraggio” di Brecht, con il suo tono provocatorio, ironico, tenero. Sempre una prima assoluta.
“La strage di Vergarolla”, il 24 luglio, è un’anteprima proposta dal Teatro Rossetti, Stabile del Friuli Venezia Giulia, scritto da Paolo Valerio e dallo storico Davide Rossi e diretto dallo stesso Valerio. Dopo ottant’anni, viene riportata a galla una delle pagine più tragiche e rimosse del Novecento italiano: l’esplosione del 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, che causò un centinaio di vittime civili, tra cui molti bambini.
Il calendario teatrale si chiude con un altro spettacolo che giunge a Mittelfest in prima assoluta: “John and Joe” di Ágota Kristóf, con Manuela Mandracchia e Alvia Reale, in scena il 26 luglio, l’ultimo giorno del festival. La storia mette in evidenza e in ridicolo il prezzo dei sogni nell’era del capitalismo, quando l’amicizia tra due donne, ai margini di una società spietata, viene messa alla prova da un biglietto della lotteria, in un alternarsi di claustrofobia e comicità.
Musica, tra ritmi popolari, ballabili ed etno folk
Il repertorio world, si apre il 17 luglio con “Hold your horses”, spettacolo proveniente dai Paesi Bassi dei De Dansers, dodici mani che afferrano, percuotono, insinuano, cavalcano e pizzicano le corde delle chitarre, in un concerto danzato, tra musica e movimento, che racconta il desiderio di aggrapparsi a qualcosa. Segue lo stesso giorno “From fear to light: Vasko Vassilev”, artista bulgaro e primo violino della Royal Opera House, arriva a sconvolgere Mittelfest con il quintetto esplosivo dei Covent Garden Soloists, attraverso un repertorio che supera i confini di genere, da Vivaldi a Brahms, dalla tradizione balcanica al tango.
Il 19 luglio, in prima nazionale, “Lumen”, dei Dagadana, propone, poi, un concerto fusion di musica polacca e ucraina, con ritmi etnici, pop, rock, in un mix di antiche canzoni rituali slave per la buona sorte, che diventano spunti di un gioioso viaggio.
Volume alto ancora il 22 luglio con “Prikezhia”, degli ungheresi Romano Drom, i gipsy-valacchi più scatenati della Mitteleuropa, che portano storie di un folklore urbano, a Mittelfest in prima nazionale.
Quindi, il 23 luglio, arriva in prima assoluta l’originale spettacolo La caccia, un incontro tra musica e neuroscienze, in cui il violoncellista Jorge Giménez e il pianista Matteo Bevilacqua si sfidano e si rincorrono in una caccia musicale attraverso Beethoven, Mendelssohn e alcune celebri colonne sonore, mentre i loro stati emotivi, monitorati da un caschetto neurale, si trasformano in arte visiva. Con loro, monologhi intensi a cura di Roberto Mercadini.
La band serba “Alice in WonderBand” il 24 luglio presenta il nuovo album “Il coraggio della paura”, in prima nazionale, si tratta di un duo serbo che fonde world music e body percussion con un profondo messaggio etico, dalla parte di chi è più debole e di chi preferisce l’amore all’aggressione.
Gli ultimi due appuntamenti in questo settore sono “Fos”, spettacolo greco in prima assoluta della pluripremiata cantante Erini, previsto il 25 luglio, per testimoniare la memoria dell’esodo greco dall’Asia Minore nel 1923, e “Disorienti”, il 26 luglio, in cui il violino Anaïs Drago incontra l’oud di Peppe Frana, e la tradizione asiatica quella jazzistica, in un percorso musicale originale e inatteso.
Il repertorio classico con la FVG Orchestra
Il maggiore appuntamento di musica classica per questa edizione si terrà il 24 luglio con il concerto della FVG orchestra intitolato “Il demoniaco. Un viaggio nel lato oscuro della musica, tra virtuosismo e inquietudine”, che riunisce il pianista Gabriele Strata e il violinista Christian Sebastianutto, insieme alla compagine friulana diretta da Paolo Paroni, attraversando Liszt, Tartini, Strauss, sul filo della paura.
Chiudono la programmazione musicale le proposte in prima assoluta dei conservatori, il 20 luglio il Conservatorio Tartini con Chi ha paura del lupo cattivo?, il 21 luglio Facade, un intrattenimento in musica per il Conservatorio Tomadini.
Danza. Nadj presenta “Dialogues in the dream”
È atteso per il 21 luglio “Dialogues in the dream” nuova proposta per il danzatore franco ungherese Josef Nadj, anche coreografo dello spettacolo con Ivan Fatjo, su musiche di John Cage. Danza, musica e performance si fondono, con ispirazioni dai testi del maestro zen Musō e dal poeta ungherese Dezső Tandori.
Nel secondo sabato del festival, il 25 luglio, arriva a Mittelfest anche “Best Regards” di Marco D’Agostin, un tributo laico e pop per Nigel Charnock, danzatore e coreografo scomparso nel 2012: una lettera a qualcuno che non risponderà mai, che ci riguarda tutti, per le volte in cui non siamo arrivati in tempo a dire ciò che ci stava a cuore.
Dal Friuli, arriva l’ultimo giorno, il 26 luglio “8. Otto archi, otto corpi”, una prima assoluta di Arearea con la Fondazione Bon, ideato e diretto da Roberto Cocconi su musiche di Michael Gordon. In scena otto violoncelli a formare un ottagono, con otto danzatori al centro. Un gioco frattale di violoncellisti e corpi che danzano a eseguire l’opera “8” di Micheal Gordon.
Infine, ci porta verso il progetto famiglia l’ultima proposta di danza, “Pop” di Nicola Galli, in calendario il 26 luglio. Uno spettacolo interattivo dedicato all’infanzia e alle famiglie, che esplora attraverso il gioco le molteplici possibilità motorie del corpo, suscitando nuove percezioni ed emozioni.
Progetto famiglia
Il 18 luglio, “Les bleus de travail”, del gruppo franco-polacco composto da Laurent Barboux, Lionel Becimol, Alexandre Demay, ci porta in una cavalcata comica e crudele nella quale il mestiere del clown viene scandagliato, tra virtuosismo e fatica, potere, vanità e fragilità. Il 19 luglio “Tuba” dei clown tedesco-argentini Expectativa Zero, creato da Martin Orchessi, anche interprete con Maria Jose Ferronato, in prima assoluta inaugura un concerto per tuba a base di clown che celebra il fallimento, trasformando ogni sbaglio in una nuova possibilità creativa.
Il 25 luglio il progetto si chiude con il laboratorio di “Alice in WonderBand” e con “La musica dei balocchi” di Anais Drago e Saba Salvemini, un viaggio nel mondo di Pinocchio dove la musica prende la forma di un’orchestra di tuoni, un coro di falegnami, un ensemble di ciuchini, divertendo e insegnando insieme.
Il circo
Ci sarà il 23 luglio “Coppélia”, un ballet mécanique, del gruppo italiano Blucinque, per l’ideazione e la direzione di Caterina Mochi Sismondi, che mette al centro il tema dell’identità e del corpo, attraverso una figura femminile fragile ma al contempo ironica e potente, ispirata al film cubista “Ballet Mécanique” (1924) di Fernand Léger. Infine, andrà in scena il 25-26 luglio “Symbiosis”, del tedesco Kolja Huneck e dell’olandese Luuk Branjes. Una grande produzione, che vede la collaborazione di varie realtà culturali, in cui sogno e realtà si mescolano, creando un universo surreale, dove gli artisti esplorano il rapporto dell’essere umano con l’ambiente. Un dialogo coreografico tra corpi, oggetti, materia e spazio. Tra giocoleria e clownerie.
Mittelfest propone inoltre nel proprio calendario i 3 spettacoli vincitori di Mittelyoung e molti eventi collaterali. Ricordiamo il Premio Adelaide Ristori (16 luglio), il forum Italia-Serbia, i “Kaffee” con gli artisti e i cortometraggi di Mittelimmagine. Su riconferma anche MitteLounge dal 21 al 23 luglio, quest’anno programmato da Alan Liberale, Simone Piva, Leo Virgili: musica e aperitivi al tramonto nella tensostruttura che sarà aperta all’Orto delle Orsoline, con gruppi regionali.














