Commento al Vangelo

Molti sono chiamati, ma pochi eletti

Commento al Vangelo dell’11 ottobre 2026,
XXVIII Domenica del Tempo ordinario
Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore.

A cura di don Daniele Scaramuzza

Molti sono i chiamati e pochi gli eletti. Così termina il vangelo di questa domenica. C’è un’elezione che il Signore vuole fare alla nostra vita, un dare significato, un invito personale alla festa. Che tu sia uno dei primi invitati o l’ultimo raccolto per strada poco importa, quello che è fondamentale è ricevere la chiamata e rispondere “sì”. È un mistero questo: fra tutti, molti sono chiamati, ma soltanto pochi arrivano all’elezione, ad avere la grazia di sedersi a tavola col Signore e a godere dei suoi cibi succulenti.

Questo ci rimanda alla parabola del seminatore: solo pochi semi arrivano al terreno buono e giungono a maturazione.
Gesù, in altri frammenti del Vangelo, parla della Chiesa, la comunità degli eletti, come coloro che sono chiamati ad essere luce, sale e lievito del mondo. Cosa significa questo? Che, prima di tutto, coloro che hanno la grazia di rispondere “sì” alla chiamata possono godere della luce di Cristo nelle tenebre della propria vita, di ricevere il sale di Cristo, che dà sapore e gusto ai fatti della propria storia. Ma tutto questo non è in funzione di loro stessi, ma in funzione del mondo intero, della società, perché attraverso gli eletti ricevano tutti la luce, il sale, il lievito di Cristo.
In quanto battezzati, tutti noi abbiamo una chiamata a questo banchetto di nozze. Tutto il rito del battesimo è una serie di risposte affermative al Signore. Il rito dell’ordinazione è tutto un “eccomi”, il matrimonio un sì ad accogliere l’altro/a.
Il vostro parlare sia un sì al Signore e un no al demonio. Entrare in questo banchetto di nozze è entrare nella volontà di Dio, entrare in ciò a cui oggi il Signore chiama, una scelta che si deve prendere, un fatto da accettare.

Niente paura, sembra qualcosa di gravoso, faticoso e costoso. In realtà è entrare nella gioia piena, la gioia di vivere una vita alla presenza del Signore.
La tentazione di perdere la nostra vita, il nostro tempo, dietro a cose futili che non danno gioia piena, fa vivere una vita totalmente ripiegata su noi stessi e buttare via le occasioni che il Signore ci offre.

La buona notizia di questa domenica è che il Signore ci chiama e la Chiesa ci invita a dire sì. Curare la relazione con Cristo è l’unica strada per ottenere il vestito degno per stare in questo banchetto meraviglioso.

Oggi, vedi questa elezione presente e viva in te? Benedici il Signore, l’uomo che vive, la gratitudine nei confronti di Gesù Cristo e la cosa più bella che si possa avere. Hai perso questo abito nuziale o lo hai sporcato coi tuoi peccati? Non temere, torna da Cristo che è pronto a riabilitarti a ridarti la tua dignità di eletto, di Figlio di Dio. Finché siamo in vita abbiamo sempre la possibilità di tornare al Signore, di essere partecipi del banchetto di nozze.
don Daniele Scaramuzza

Articoli correlati