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Mons. Lamba al Piccolo Cottolengo friulano: «L’amore è la missione che ci è affidata»

«Siamo chiamati ogni giorno a misurarci sull’amore, sapendo che siamo amati da Dio. San Luigi Orione e mons. Guglielmo Biasutti hanno amato così, come fa Dio, e noi siamo qui a ricordarli». Sono le parole con cui venerdì 17 maggio mons. Riccardo Lamba, arcivescovo di Udine, ha aperto il convegno «Solo la carità salverà il mondo», nel primo dei due giorni di lavori ospitati nella sede del Piccolo Cottolengo friulano, a Santa Maria la Longa, nella convergenza di tre anniversari: i 120 anni di nascita del fondatore del Piccolo Cottolengo, mons. Guglielmo Biasutti; 80 anni di istituzione dell’opera di Santa Maria la Longa e i 20 anni di canonizzazione di San Luigi Orione, ispiratore dell’opera.

Mons. Lamba: «Seguiamo Cristo»

«Nel Vangelo di oggi – ha detto l’Arcivescovo – sentiamo Gesù che chiede a Pietro se gli vuole bene e lo ama. L’amore ha molte espressioni, quello di Cristo contiene sempre una domanda: “Seguimi!”». Ricordando ancora le due figure di San Orione e mons. Biasutti, mons. Lamba ha concluso il suo intervento con un’esortazione: «Seguiamo Cristo e seguiamo gli esempi di questi due preti. A seguire Gesù, loro ci hanno provato; perché non provarci noi? Facciamo del nostro meglio, l’amore è la missione che ci è stata affidata»

Francesco Cojaniz, responsabile della struttura del Piccolo Cottolengo di Santa Maria la Longa

Cojaniz: «È necessario parlare della carità»

In apertura dei lavori è intervenuto anche Francesco Cojaniz, responsabile della struttura di Santa Maria la Longa. «La carità è una delle cose che scaldano il cuore: c’è quindi il bisogno di parlarne. Anche perché, parafrasando Fëdor Dostoevskij, è proprio vero che “la carità salverà il mondo”. Trovarci a parlarne è quindi necessario».

Cojaniz ha ricordato la genesi della due-giorni, con un importante sostegno da parte dell’arcivescovo – ora emerito – mons. Andrea Bruno Mazzocato. «È stata interessante la sua intuizione di fare di questo convegno un evento diocesano», ha ricordato Cojaniz. «Dunque non siamo qui solo a commemorare due figure storiche, ma a riscoprire la sorgente della carità e della sua pastorale, per convertirci a essa».

Suor Carla Tonelli e don Giovanni Carollo

La carità è “Fedeltà creativa”

La mattinata è proseguita con gli interventi di don Giovanni Carollo (Direttore della provincia Madre della Divina Provvidenza) e suor Carla Tonelli delle Piccole suore missionarie della Carità di don Orione, che hanno ripercorso i tratti salienti dell’opera – rispettivamente – di San Luigi Orione e mons. Guglielmo Biasutti.

«Quello di San Luigi Orione – ha spiegato don Carollo – è un carisma narrativo. Significa che ha bisogno di essere costantemente riscoperto, nell’ottica di una “fedeltà creativa”». Da cui la necessità di tornare al pensiero dell’ispiratore del Piccolo Cottolengo: «Per San Orione i capisaldi erano la comunione, la Chiesa, l’evangelizzazione dei poveri con i poveri. Egli infatti diceva sempre di “dare insieme al pane il balsamo divino della fede”».

«Una volta mi hanno chiesto se i bambini del Cottolengo sono “nostri”, cioè italiani» ha affermato invece suor Tonelli. «”Io, ho risposto, vedo solo bambini. Era questo il pensiero di San Orione e mons. Biasutti. Guardare alle anime, tutto il resto non conta».

Don Lorenzo Teston, direttore dell’Istituto Bearzi di Udine

Don Teston: «Una genealogia di santità»

«Nell’alternarsi di San Luigi Orione, che fu allievo di San Giovanni Bosco, e mons. Guglielmo Biasutti, vedo una specie di genealogia della santità». Così don Lorenzo Teston, salesiano, direttore dell’Istituto Bearzi di Udine. Una realtà che, al pari del Piccolo Cottolengo friulano, è stata fondata a sua volta da mons. Guglielmo Biasutti. «Una delle vetrate della chiesa del Bearzi raffigura don Bosco, l’altra invece mons. Biasutti» ha spiegato don Teston. «Egli è stato un costruttore di “sante imprese” con al centro i valori grandi del Vangelo. Piccolo Cottolengo e Bearzi sono esempi eminenti che hanno bisogno di essere raccontati ai nostri territori. Anche perché don Bosco, don Orione e mons. Biasutti oggi sarebbero tre “leader” visionari e carismatici, che hanno ancora molto da dire. Pensiamo solo a una frase che spesso diceva Biasutti: “Il buon Dio ci ha impedito di essere prudenti”!».

Sabato 18 maggio la seconda parte dei lavori

Il convegno è proseguito fino al termine della mattinata e riprenderà i lavori sabato 18 maggio con l’intervento di suor Veronica Donatello, direttrice del Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della CEI. Mons. Ivan Bettuzzi, poi, interverrà sul tema del linguaggio della carità nell’azione pastorale odierna. Seguirà una tavola rotonda animata dal direttore della Caritas diocesana di Udine, don Luigi Gloazzo, a cui interverranno don Giuseppe Faccin, Vittorino Boem, Andrea Bellavite, Aldo Galante e don Stefano Pegorin. A chiudere la due-giorni di lavori l’intervento di Davide Gandini su “Il mistero della carità e la ri-creazione”.

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