C’è chi ha fatto donazioni corpose. Altri che – pur attraversando una situazione di ristrettezze economiche – hanno comunque voluto dare il proprio contributo, affacciandosi alla mensa di via Ronchi a Udine con una borsa della spesa piccola, ma dal valore immenso. E poi famiglie che hanno fatto squadra, bambini e bambine che insieme ai loro insegnanti hanno anche visitato la struttura diocesana. Gesti individuali che – facendo seguito alla raccolta straordinaria di cibo lanciata a metà dicembre dalla Caritas diocesana di Udine – si sono fatti risposta collettiva. Il risultato scalda il cuore: 4 tonnellate di cibo raccolte in meno di due settimane: 400 litri di olio di oliva; 800 chilogrammi di carne bianca; 500 chilogrammi di legumi e tonno in scatola; 500 di pasta. Per la restante tonnellata e mezza: frutta e verdura, sughi per pasta, riso, dolci e panificati.
«La generosità che abbiamo registrato in questi giorni ci ha veramente colpito – racconta una dei volontari della mensa, Manuela Croatto –, un flusso continuo di persone che racconta l’umanità e la sensibilità del territorio. Ricordo la signora anziana che ha suonato una mattina per consegnare un litro di olio e alcune scatolette di tonno, quasi scusandosi perché era tutto quello che poteva permettersi. O le famiglie che hanno rinunciato ai regali di Natale per portare una grande spesa o l’impiegato che anziché utilizzare i buoni pasto per le sue esigenze è arrivato con il bagagliaio della macchina carico di olio, carne e scatolame. E poi le tante persone e le famiglie con figli arrivate con borse cariche di spesa che, davanti ai nostri ringraziamenti, rispondevano sempre con un “siamo noi che vi ringraziamo per quello che fate”. Infine i bambini della Garzoni-Montessori con le loro borse di cibo per la mensa e la raffica di domande per capire chi sono le persone povere».
«Un gruppo di famiglie – racconta Sandro Lano, referente dell’Ufficio progetti, tra coloro che hanno seguito la raccolta –, ha chiesto di poter contribuire insieme al pranzo di Natale. Con i cuochi della mensa abbiamo allora pensato che sarebbe stato bello che ci fosse il pollo per tutti i nostri ospiti. Proposta accolta di buon grado da queste famiglie che hanno personalmente comprato la carne per poi consegnarcela. Un gesto significativo che racconta il desiderio di contribuire fattivamente ad alleviare, almeno un po’, la situazione di chi vive un momento di fragilità. Più in generale si tratta di una risposta capillare importante in un momento in cui le grandi donazioni, quelle di alcuni supermercati, ad esempio, si assottigliano».













