«Che cos’è l’uomo perché te ne curi?». Prende spunto dal Salmo 8 il titolo del Messaggio che mons. Riccardo Lamba ha consegnato lunedì 5 ottobre all’Arcidiocesi di Udine, nel giorno della memoria liturgica di San Luigi Scrosoppi. Come recita il sottotitolo, il testo vuole invitare la Chiesa udinese a «prendersi cura» dell’umanità che in questo tempo vive o transita nella terra friulana.
«Il testo dà seguito a quanto il Santo Padre Leone XIV ha voluto indicare nell’enciclica “Magnifica humanitas”» spiega l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba. «Desidero esortare la Chiesa diocesana di Udine a prendersi cura della persona umana in un tempo di grande sviluppo tecnologico, nel quale la dignità umana rischia di essere messa in secondo piano. Proprio per questo, come Chiesa vorremmo ricordare che ogni persona è creata a immagine e somiglianza di Dio. Gesù – ha proseguito l’Arcivescovo – ha avuto a cuore tutta l’umanità se ne è preso cura: così anche noi vorremmo ricordarci la necessità di prendersi cura della porzione di umanità che abita in Friuli».

«Lo sviluppo tecnologico ci ha permesso di essere qui oggi», constata l’Arcivescovo, riferendosi a un particolare aspetto della contemporaneità. «Ma per quale fine? Se lo sviluppo ha come obiettivo l’aiuto a ogni uomo e donna, senza scartare nessuno, allora è costruttivo. Altrimenti è distruttivo nei confronti dell’umanità, dei rapporti tra le persone, della salute e della sicurezza. In Gesù Cristo incarnato, morto e risorto, c‘è la possibilità della redenzione: anche lo sviluppo tecnologico, se vissuto con questo criterio, diventa uno strumento utile».
Dopo la contemplazione di un’icona tratta dall’Antico Testamento, il testo di mons. Lamba offre una lettura spirituale alle motivazioni per cui è necessario, oggi, porre in atto sguardi e gesti di cura nei confronti di ogni persona. Significativa, in questo senso, l’immagine scelta per la prima pagina, tratta dal meraviglioso patrimonio artistico delle chiese friulane: rappresenta Cristo che pone attenzione e cura nei confronti di un uomo cieco dalla nascita, emarginato dalla società dell’epoca, ma non per questo privo di una sua propria dignità.

«Nel Messaggio – continua l’Arcivescovo – offro alcuni spunti alle comunità cristiane, utili per il loro approfondimento e, soprattutto, per la messa in opera. Sarà impossibile soddisfare tutti i bisogni di cura dell’umanità di oggi, ma esorto ogni Collaborazione pastorale a dare concretezza ad alcuni di questi spunti, secondo le opportunità dei diversi territori».
Il testo è disponibile in versione integrale sul sito web dell’Arcidiocesi di Udine (www.diocesiudine.it), ma sarà consegnato nei prossimi giorni in tutte le Parrocchie della Chiesa diocesana. Sarà pubblicato anche sul settimanale diocesano La Vita Cattolica.














