AmbienteIn evidenzaMontagna

Valanga fatale per lo snowbordista 33enne Simone De Cillia

Un altro giovane uomo morto sotto una valanga di neve, in Friuli. La vittima è un 33enne di Tarvisio, Simone De Cillia, maestro di sci e fotografo travolto ieri, mercoledì 4 febbraio, nel pomeriggio, da una massa di neve che si è staccata mentre faceva snowboard nei boschi tra il Lussari e il Prasnig. Il tutto è successo davanti agli occhi degli amici sciatori che erano con lui e che lo hanno tirato fuori lanciando l’allarme, verso le 16.30, e dando inizio a lunghe operazioni di soccorso che si sono prolungate fino alle 21.

Simone De Cillia è morto in serata dopo essere arrivato in condizioni gravissime nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Udine.
A causa delle condizioni meteo avverse della giornata – nevicava fitto da ore – l’elicottero non ha potuto alzarsi in volo e i soccorritori si sono portati in quota con gli impianti di risalita e con le motoslitte.
Il giovane era figlio degli albergatori dell’Hotel Valleverde di Tarvisio e pomeriggio poco prima la tragedia aveva postato su Facebook un video che lo ritraeva in azione con lo snowboard.

Ieri l’allerta valanghe era rossa di grado 4 su una scala di 5 e nelle prossime ore la situazione non migliorerà.

La Protezione civile regionale ieri aveva diramato un’allerta meteo gialla per neve e piogge intense, valido fino alle 12 di oggi. È prevista «molta neve fresca – scrive la Protezione civile nell’allerta -. Il manto nevoso è instabile a livello generale e le escursioni sono vivamente sconsigliate».

La valanga di ieri è la terza di dimensioni importanti registrata in poche ore sulle montagne friulane. Domenica 1 febbraio nella zona di Sauris ha perso la vita un altro giovane, un 29enne vigile del fuoco.

«Non siamo qui per giudicare ma per soccorrere» aveva affermato ai microfoni di Radio Spazio in quell’occasione Alessandro Fior, capostazione del soccorso alpino di Forni Avoltri, che ha partecipato ai soccorsi del giovane morto nella valanga di Casara Razzo. «Purtroppo queste situazioni sono molto critiche, perché il rischio lo valutiamo in maniera diversa, da persona a persona. La motivazione per cui uno ha deciso di andare o meno è sempre un punto di domanda». «Io consiglio di guardare i bollettini – conclude Fior – e ovviamente di munirsi di tutti i dispositivi per avere una sicurezza in più. Purtroppo più di quello non si può».

Articoli correlati