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Cronaca

2,8 milioni per l’ospedale di Cividale

L’ha affermato il vicepresidente della Regione, con delega alla salute, Riccardo Riccardi, nella riunione convocata nel Distretto sanitario di Cividale con i sindaci dell’Ambito del Natisone

“In merito al futuro del presidio sanitario di Cividale ho tenuto sempre un approccio trasparente e leale: se oggi si raggiunge un risultato che soddisfa il territorio è perché c’è stato un dialogo serio, non perché qualcuno ha alzato la voce. Oggi davanti alle istituzioni chiarisco che non si declassa nulla, che non si sono mai prese decisioni con il metro economico e che la riforma Telesca e il Piano di attuazione locale (Pal) conseguente a quella norma prevedeva cose assai diverse da ciò che abbiamo disposto oggi: assicuro che i 2 milioni e 800 mila euro richiesti per il presidio entreranno nella programmazione e consentiranno le coperture per gli interventi richiesti da tempo”.

Lo ha reso noto il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi nella riunione convocata nel Distretto sanitario di Cividale con i sindaci dell’Ambito del Natisone, alla presenza del nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale Massimo Braganti per illustrare nel dettaglio il progetto di specializzazione in campo geriatrico.

Davanti ai sindaci il vicegovernatore ha annunciato che i fondi consentiranno le coperture per gli interventi richiesti da tempo per ristrutturazioni, per il tunnel di collegamento tra il distretto e il presidio e per i lavori di illuminazione e viabilità.

In merito alla riforma Riccardi ha garantito che a Cividale si continueranno a ricoverare e a seguire con modalità ospedaliere pazienti con problemi acuti, ma solo di bassa e media intensità. Alla base del provvedimento c’è – è stato ribadito – un principio di sicurezza, per garantire piena tutela al paziente nella gestione delle acuzie. I casi più critici saranno quindi affidati a Udine che dispone di strutture, strumentazioni e assistenza specifica. Ciò che avviene già da tempo.

A chiarire che la riconversione del reparto di Medicina interna del presidio sanitario riguarderà non la sua chiusura ma la sua trasformazione in “struttura di cure intermedie innovative a conduzione geriatrico internistica” è stato lo stesso responsabile Paolo Olivo.

“L’attività di ricovero dal pronto soccorso locale, da quello di Udine e su richiesta dei medici di medicina generale, del Distretto e dalla Casa per anziani locale continuerà – ha spiegato Olivo – ma riguarderà pazienti a bassa e media intensità. Ciò che auspichiamo è che venga potenziata anche l’attività ambulatoriale, attualmente unico riferimento regionale in geriatria, e si dia attuazione al Piano di presa in carico dell’anziano fragile, che è pronto ma non ancora completamente realizzato per mancanza di risorse e condizioni. E’ attiva, ma sfruttata ancora molto poco, la consulenza internistica multidimensionale offerta al pronto soccorso dalle 9 alle 18 per fare un approccio diagnostico terapeutico adeguato fin dal primo momento di presa in carico dell’anziano”.

I 22 posti letto a disposizione da un anno e mezzo in Medicina, potranno salire a 39 vista la dotazione originaria al reparto.

Ulteriore proposito è quello di creare un centro di riferimento per il decadimento cognitivo dell’anziano e per le malattie neurodegenerative.

“Guardiamo con favore al fatto che è stata annunciata la revisione del Pal e che il vicegovernatore ha assunto l’impegno allo stanziamento dei fondi per i lavori nel presidio”, ha commentato il presidente dell’Assemblea e sindaco di Cividale Stefano Balloch al termine dell’incontro a cui erano presenti anche il deputato Roberto Novelli e i consiglieri regionali Elia Miani e Giuseppe Sibau.

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