Regione

Salta l’incontro di Villa Manin sulle nuove Province per il forfait dei capigruppo di maggioranza

È stato rimandato a data da destinarsi il convegno che l’Associazione per la Terza ricostruzione aveva organizzato per sabato 28 febbraio a Villa Manin sul tema “Per non fallire la quinta riforma degli enti territoriali”, incentrato sulla legge che ha istituito i nuovi enti di area vasta che dovranno sostituire le vecchie province. A farlo sapere sono gli organizzatori. All’incontro avrebbero dovuto partecipare, oltre all’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, i capigruppo del Consiglio regionale. Ma quelli di maggioranza – Antonio Caligaris (Lega Salvini FVG), Mauro Di Bert (Fedriga presidente), Claudio Giacomelli (Fratelli d’Italia), Andrea Cabibbo (Forza Italia) – hanno declinato l’invito, ha fatto sapere il presidente dell’Associazione per la Terza ricostruzione, Sandro Fabbro – per «l’inopportunità a partecipare in questa fase di predisposizione del testo legislativo».

Esprimendo «sorpresa» per la decisione, Fabbro, in un comunicato stampa ricorda che «la nostra Associazione (con alcuni suoi componenti in particolare) partecipa alla definizione delle politiche regionali e ora è impegnata nello studio, approfondimento e discussione intorno alle complesse problematiche del governo dell’area vasta. Anche questa volta pensavamo di poter/dover offrire, con il convegno previsto sabato prossimo, un contributo super partes, a beneficio della nostra Comunità regionale, invitando le forze politiche a discutere “sul territorio” e ad esporre le loro ragionate posizioni in materia. Pensavamo, per parte nostra, di offrire anche un apporto non banale al dibattito pubblico, sottoponendo, a coloro che sono chiamati a legiferare, una proposta articolata e motivata evitando ogni asseverazione imbalsamata e precostituita. Per quello avevamo previsto anche, a supporto della nostra proposta, tre approfondite relazioni tecniche di merito che, evidentemente, avete ritenuto superfluo ascoltare. Ci resta la speranza – conclude Fabbro – di poter riprendere quanto prima, ciascuno nel suo ruolo, i necessari approfondimenti nell’interesse dell’intera Comunità regionale per fare in modo, soprattutto, che la futura riforma regionale in materia di assetto istituzionale del territorio (quinto tentativo), non venga nuovamente calata dall’alto rischiando l’ennesimo fallimento».

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