Friuli Collinare

Anniversario del terremoto. Guardando alle origini, Dino Persello narra sisma e rinascita

Lo definisce un “lavoro teatrale-emozionale”. E “la prima” assoluta – non a caso, perché emozioni e sentimenti rappresentano il timone che ha contraddistinto e contraddistingue ogni suo progetto – sarà proprio nel suo paese natale, Dignano: in particolare, a Vidulis, nella Sala “dal Tei” (ex latteria), sabato 7 marzo, alle 20.45, grazie al sostegno, per l’occasione, dell’Istitût ladin furlan “Pre Checo Placerean” e alla collaborazione dell’Amministrazione comunale-Assessorato alla Cultura.

Dino Persello, scrittore, narratore e regista teatrale porterà in scena la sua ultima opera teatrale – in ordine di tempo – dal titolo “La speranza nelle radici. 1976-2026”, progetto che – nel 50° anniversario del terremoto che mise in ginocchio il Friuli, causando quasi mille morti –, lungo tutto il corso dell’anno sarà proposto in numerose località friulane.

«È un omaggio al Friuli, alla sua gente e a tutti coloro che quella notte hanno perso la vita sotto le macerie, a chi ha aiutato la nostra terra martoriata, a chi ci è stato vicino nei mesi successivi», illustra l’autore. «Sarà un viaggio di grandi emozioni – promette – che nasce prendendo spunto dai lavori che via via, ogni decennale dell’anniversario del terremoto, ho proposto».

Un affresco composto da diversi “quadri”, come li definisce Persello. L’apertura sarà affidata al suono di una campana. «Quella della chiesa del luogo in cui porterò il progetto», anticipa. Alle 21 in punto uno scampanio, dunque, ricorderà il momento che ha cambiato per sempre la storia del Friuli. Qualche minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime, accompagnato dalla musica, darà il via alla narrazione firmata da Persello. A partire dalla descrizione del popolo friulano, con i suoi difetti e i suoi pregi, rimarcando quella capacità di rialzarsi e rimboccarsi le maniche che gli è propria «e che ha fatto la differenza nel periodo della ricostruzione», aggiunge l’autore.

Un secondo “quadro”, illustra, offrirà l’occasione di conoscere da vicino Otmar Muzzolini, in arte “Meni Ucel” di Billerio. «È stato il primo poeta friulano satirico e in scena porterò alcuni dei suoi pensieri più profondi, ironici e allo stesso tempo delicati, tratti da una piccola opera intitolata “Friûl 1976”».

Sarà proposto anche un “capitolo” nato da oltre tre mesi di ricerca dell’autore in Biblioteca a Gemona e dedicato alla “Signora delle lettere” – la giornalista gemonese Grazia Levi, direttrice della sede della Rai per il Fvg a metà degli anni ’90 – e agli stessi autori delle missive, giunte al tempo del terremoto all’Amministrazione comunale da ogni parte del mondo. «Grazia, nel mese di luglio del 1976, tornò da Roma per trascorrere le ferie nel suo paese che non c’era più». In una piccola stanza del municipio provvisorio, allestito a Ospedaletto, la “Signora delle lettere” ha dato risposta a chi, da tutto il mondo, aveva spedito a Gemona il proprio aiuto concreto (con raccolte di denaro) e parole di vicinanza e solidarietà. «Con grande emozione, grazie alla bibliotecaria, ho potuto mettere mano e occhi a circa un migliaio delle tremila lettere oggi conservate in 12 cartolari», ricorda. I sentimenti impressi in quelle righe ora Persello è pronto a “regalarli” al suo pubblico. Così come “donerà” la storia di due soccorritori del tempo, scritta dalla sandanielese Silvia Sacher e raccolta nel libro “La notte che il Friuli andò giù. Dieci voci raccontano il terremoto del ‘76”, edito da Bottega Errante in occasione del quarantennale del sisma.

Insomma, “La speranza nelle radici” – che sarà accompagnato anche dalle musiche di armoniche e violini de “I Petris” – si preannuncia come un “viaggio” di grande impatto emotivo, assolutamente da non perdere: quelle radici che hanno suggerito il titolo dell’opera, l’autore le ha “ritrovate” in un albero che rappresenta il popolo friulano. «Sebbene la forza tremenda di quanto accaduto la sera del 6 maggio abbia cancellato foglie, frutti, rami, ferendo anche parte dello stesso tronco, ciò che era ben saldo da secoli nella terra ha alimentato nuovi germogli e soprattutto “la virtù della speranza”». E questo è ciò che Persello si ripromettere di raccontare.

Per partecipare alla prima di Dignano (che viene promossa in collaborazione con Pro Dignano, “Animis a Dignan” e Fondazione Vidulis), a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, è necessario prenotarsi inviando una mail (segreteria@comune.dignano. ud.it). Un secondo appuntamento è già stato messo in calendario: il 28 marzo, alle 21, nella Sala Mons. Murero a Forgaria. L’intero progetto è finanziato da ARLeF-Agenzia regionale per la lingua friulana e dalla Regione.

Monika Pascolo

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