Sociale

Seconda vita agli abiti, ecco dove portarli. Sei gli empori Caritas “Pan&Gaban”

L’economia circolare – che si innerva del riuso degli oggetti – non esaurisce il suo valore nella sostenibilità ambientale, ma va oltre, assumendo anche una possibile dimensione di solidarietà. È quello che accade quotidianamente negli empori del progetto «Pan&Gaban», fortemente voluto dalla Caritas diocesana di Udine. Sono questi, infatti, luoghi di incontro in cui vengono messi a disposizione, a fronte di una libera offerta, indumenti e accessori usati e in buono stato, ma anche tessili per la casa, piccoli elettrodomestici e giocattoli. Sono spazi interessanti per tutti e tutte, in particolare per i consumatori e le consumatrici rispettosi dell’ambiente, attenti alla sostenibilità e sensibili ai valori e alla pratica del riciclo e del riuso. Naturalmente sono anche luoghi dove chi attraversa un momento di fragilità economica può accedere a beni che altrimenti peserebbero troppo sul bilancio familiare.
Negli empori solidali il vestiario viene messo a disposizione in un allestimento curato – come in un vero e proprio negozio –, in modo da permettere alle persone di scegliere tra le donazioni disponibili. Inoltre, la risposta ad un eventuale bisogno materiale diventa occasione di incontro e dialogo con i volontari e le volontarie. Le offerte raccolte vengono poi destinate a progetti di solidarietà a supporto della Caritas diocesana e delle realtà specifiche dei territori.

Solo vestiti in buono stato e puliti

C’è però una precisazione importantissima da fare. «La pratica del riuso solidale e il sistema dell’economia circolare chiedono il rispetto di alcuni principi basilari – osserva Anna Zulian, responsabile della sartoria sociale –. Quando tra le mani abbiamo un oggetto che pensiamo di donare all’emporio, dobbiamo chiederci se è ancora in buono stato, se le sue condizioni sono rispettose della dignità della persona che potrebbe in futuro utilizzarlo. Purtroppo, è accade che ci si si approfitti degli empori per disfarsi di vestiti sostanzialmente da buttare. Inoltre, può sembrare superfluo sottolinearlo, è importante che tutti gli indumenti siano puliti. Solo in questo modo il circolo è virtuoso e dà soddisfazione a tutte le parti in gioco. È un senso di rispetto anche verso il lavoro di volontarie e volontari».

Sul territorio

Ma sul territorio, dove si trovano gli empori del progetto «Pan&Gaban»?
Iniziando dall’Alto Friuli, si fa tappa a Tolmezzo con l’emporio amico «ManDi Cûr» che si trova al civico 10 di via Piave ed è aperto il mercoledì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. A Gemona c’è «Di Man in Man», con sede nell’ex Casa del Pellegrino, in piazza Osmolowski. È aperto il lunedì dalle 10 alle 12, il mercoledì dalle 14.30 alle 17 e il sabato dalle 10 alle 12. In questi orari si possono consegnare le donazioni senza appuntamento, mentre per prendere i vestiti è necessario concordare un appuntamento al numero 353/4925332. A Codroipo l’emporio «Pan&Gaban» si trova al 4 di via Zorutti, è aperto il venerdì e il sabato dalle 9 alle 12. A Sevegliano, in piazza Sant’Andrea 11, «Pan&Gaban Buotique solidale» è aperta il mercoledì e il sabato dalle 9 alle 12. L’emporio di Manzano si chiama invece «Mercatino amico», si trova in via Sottomonte 73 ed è accessibile il mercoledì dalle 9 alle 12, i giovedì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 12.30. A Udine, invece, l’emporio di via Marangoni 99 è in un periodo di riorganizzazione. È comunque possibile donare, ma è necessario prendere appuntamento chiamando il numero 327/4211581 (il lunedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 15 alle 17). È importante precisare che, nonostante la chiusura, il servizio non si è mai interrotto: il vestiario viene infatti puntualmente fornito attraverso i Centri di ascolto, la Stazioni di Posta o gli altri numerosi servizi della Caritas.
Anna Piuzzi

Sulla Vita Cattolica del 25 marzo 2026 pubblichiamo un ampio servizio dedicato all’economia circolare.

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