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Palamostre tutto esaurito per l’attore Paolo Ruffini davanti ai giovani donatori di sangue

Tutto esaurito al Teatro Palamostre di Udine, venerdì 27 marzo, per l’atteso spettacolo di Paolo Ruffini, intitolato “Presente”, organizzato dal Gruppo Giovani dell’Afds provinciale. Il celebre artista ha trasformato una serata teatrale in un potente momento di aggregazione e sensibilizzazione, rivolto in particolare ai donatori under 28 e alle sezioni studentesche del territorio. In un’epoca dominata da algoritmi e notifiche costanti, Ruffini ha portato sul palco una riflessione necessaria sulla disumanizzazione digitale. “Presente” non è stato solo un monologo comico, ma un vero e proprio “gesto d’amore”: un invito a rallentare e a recuperare quell’ascolto che spesso sacrifichiamo sull’altare della connessione perenne. Con il suo stile inconfondibile — capace di passare con leggerezza dalla risata alla vertigine emotiva — l’artista ha affrontato i temi dell’educazione sentimentale e della fragilità. Sul palco, Paolo è stato accompagnato virtualmente dalla voce dei bambini, dai quali ha imparato a “guardare oltre il cielo”, ricordando al pubblico che la vera bellezza risiede nelle piccole cose: un abbraccio, una parola detta bene, un istante condiviso fuori dal rullino fotografico di uno smartphone. L’iniziativa ha sottolineato il legame profondo tra la filosofia dello spettacolo e la missione dell’Afds. Donare il sangue è, infatti, un atto di presenza per eccellenza: un gesto silenzioso, umano e concreto che si oppone alla frenesia del mondo moderno.

Manuela Nardon con Paolo Ruffini

Nel suo intervento di apertura, la presidente provinciale dell’Afds Udine, Manuela Nardon, ha voluto sottolineare l’ambizione e il significato profondo di questa iniziativa, nata da un lungo lavoro di squadra del Gruppo Giovani, oggi guidato da Irene Matellon.

«La scelta di Paolo Ruffini è stata naturale: cercavamo un artista che sposasse i nostri valori e comprendesse la necessità di parlare alle nuove generazioni – ha dichiarato Nardon -. In una regione con un indice di natalità molto basso, mantenere l’autosufficienza di sangue e plasma è un obiettivo vitale di massima solidarietà».

La presidente ha poi lanciato un appello diretto ai tanti giovani presenti in sala, focalizzandosi sulla gratuità del gesto: «La donazione non deve essere un obbligo, ma una scelta consapevole: non devo donare perché devo, ma perché voglio. In un’epoca che spinge verso il tornaconto personale, l’invito è quello di andare controcorrente, decidendo di fare del bene per il solo desiderio di aiutare gli altri e costruire una società migliore».

La realizzazione della serata è stata resa possibile anche grazie al prezioso contributo del progetto “Città Sane” del Comune di Udine, a dimostrazione di una sinergia vincente tra associazionismo, istituzioni e cultura.

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